Permettere l’accesso a tutte le neomamme lombarde al servizio di ostetricia a domicilio, destinando anche specifiche risorse alla rete consultoriale: questo è l’impegno che il gruppo del Partito Democratico è riuscito a strappare alla giunta lombarda durante la discussione del bilancio di previsione di Regione Lombardia 2024-26.
«I primi giorni dopo il parto sono fondamentali per instaurare una buona relazione genitore-figlio – spiegano i consiglieri Samuele Astuti e Pietro Bussolati, primo firmatario della proposta – e il supporto di un’ostetrica potrebbe rivelarsi molto utile per comprendere i primi segnali, impostare i nuovi ritmi, gestire l’allattamento e tutti i problemi legati ai momenti successivi al parto».
«Il modello di ostetricia a domicilio non esclude la riqualificazione della rete consultoriale che resta il punto di riferimento in cui poter attivare il servizio e a cui le mamme possono essere indirizzate durante tutto il percorso pre e post parto – sottolineano i dem – quindi gli ambiti di esercizio sono il domicilio, l’ambulatorio, le strutture intermedie e residenziali e l’intera comunità».
«Questo tipo di assistenza ostetrica, naturalmente un servizio gratuito, è raccomandato non solo dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ma anche dal NICE (The National Institute for Health and Care Excellence) per individuare le cure e valutare precocemente i rischi, sia fisici sia sociali», aggiungono i consiglieri che nella scorsa legislatura si erano spesi per il sostegno prenatale, riuscendo a ottenere anche la gratuità del NIPT (Test Prenatale Non Invasivo).
«Un successo che oggi si riflette nel bilancio regionale con quattro milioni di euro e che consente a coloro con un rischio di gravidanza medio e alto di accedere gratuitamente a un esame che in passato costava oltre mille euro», concludono Astuti e Bussolati.
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