Società | 28 Dicembre 2023

Istat, i primi dati sui matrimoni del 2023 in Italia

Il numero delle unioni civili tra partner dello stesso sesso registrate presso gli Uffici di Stato Civile dei Comuni italiani, introdotta nel 2016, non sembra essere particolarmente alto

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Sono usciti i dati dell’indagine Istat annuale “Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi”, con riferimento all’anno 2022 e i dati provvisori dei primi otto mesi del 2023.

Tra i principali risultati che hanno attirato l’attenzione, si trova il lieve aumento dei matrimoni rispetto il 2021 (+4,8%) che però è in contrasto con i dati del primo periodo del 2023: lo studio ha infatti rivelato un calo significativo del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2022, riflesso di un contesto socio-economico ancora instabile e altalenante.

In questo articolo, analizziamo alcune delle principali tendenze che sono emerse dall’indagine per comprenderne meglio il significato nel contesto attuale.

Italia divisa in due

Il rapporto dell’Istat parla chiaro e riflette la divisione dell’Italia in due parti: nelle regioni settentrionali, c’è stata un’impennata del 14,2% rispetto al 2021 e del 10,5% rispetto al 2019, mentre nel Mezzogiorno si è assistito a una diminuzione in entrambi gli anni, con un -4,5% e un -2,3% rispettivamente.

Nel Nord si celebra e si rinnova l’unione con maggiore frequenza, mentre nel Sud le cerimonie matrimoniali sono in crisi in linea con le sfide nel mondo del lavoro, la marcata crisi demografica e il crescente flusso migratorio verso le regioni settentrionali.

Matrimonio civile o religioso?

Dai dati emerge che oltre la metà dei matrimoni, il 56,4%, viene celebrata con una cerimonia civile. Tuttavia, è necessario considerare alcune variabili per comprendere meglio la situazione attuale.

Se si considerano solo le prime unioni, il rito religioso prevale comunque nel 55% dei casi e, per entrare ancora più nello specifico, il matrimonio in chiesa è scelto dal 61% delle coppie in cui entrambi i contraenti sono di origini italiane.

Che sia civile o religioso, in Italia non si rinuncia al simbolo del matrimonio in nessuno dei due tipi di celebrazione. L’anello nuziale resta cruciale nel matrimonio e un esempio di scelta di stile possono essere le fedine in oro bianco di Recarlo, gioelli che aggiungono un tocco sofisticato a qualsiasi rito della promessa d’amore.

Inoltre, il cambiamento culturale nella società italiana risulta ancora più evidente considerando le seconde nozze, quasi 43.000 solo nel periodo considerato: è il valore più elevato mai registrato finora e corrispondente al 22,7% del totale delle cerimonie matrimoniali.

A che punto sono le unioni civili

Il numero delle unioni civili tra partner dello stesso sesso registrate presso gli Uffici di Stato Civile dei Comuni italiani, in conformità con la legge introdotta nel 2016, non sembra essere particolarmente alto: sono state registrate 2.813 coppie finora.

Tuttavia, si osserva un significativo aumento rispetto all’anno precedente (+31%) e anche rispetto il 2019, ovvero l’ultimo anno pre-pandemia (+22,5%).

Per quanto riguarda poi il genere delle coppie, si riscontra ancora che la maggioranza delle unioni civili, pari al 56,7%, riguarda persone di sesso maschile.

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