Italia | 21 Dicembre 2023

Bocciatura emendamenti e tassa sulla salute, frontalieri preoccupati

Antonio Locatelli, del Tavolo Tecnico provinciale del Frontalierato, commenta gli ultimi fatti politici: «Tassa che dire iniqua è dire poco, una vera e propria beffa»

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(Marco De Ambrosis – www.luganolife.it) Bocciatura emendamenti, frontalieri preoccupati. Così l’esponente del Tavolo Tecnico provinciale del Frontalierato, Antonio Locatelli.

«Il dado è tratto, mi verrebbe da dire e purtroppo quello che si temeva si è verificato con la bocciatura degli emendamenti in commissione parlamentare  per la soddisfazione di alcuni politici che sono stati eletti anche con i voti dei frontalieri e ai quali come Bruto con Cesare hanno voltato le spalle – agli stessi elettori – inventandosi una tassa che a dire iniqua è dire poco perché è incostituzionale e perché in una finanziaria nazionale va a colpire solo i frontalieri di due Regioni, ovvero Piemonte e Lombardia».

Continua Locatelli: «Poi è iniqua perché chi l’ha proposta non si ricorda che la regolamentazione su ciò che i frontalieri devono al servizio sanitario nazionale è già contenuta in un trattato internazionale firmato da Italia e Svizzera nel 1974 e a tutt’oggi in vigore e chiarita con una nota di protocollo del 2016 del Ministero della salute che precisa che i cittadini che esercitano attività lavorativa nei Cantoni dei Grigioni, Vallese e Ticino, nonché i titolari di pensione Svizzera, non sono tenuti a versare ulteriori contributi al Ssn in quanto viene già stornato il 38,8% delle imposte alla fonte versate in Svizzera, come compensazione finanziaria delle spese sostenute per i lavoratori frontalieri sul territorio italiano».

«Mi sembra che sia chiaro e preciso quanto deciso e descritto dal Ministero e adesso sbugiardato in modo palese per prendere ancora soldi dalle tasche dei frontalieri. Inoltre è palese che questa tassa non va sicuramente a risollevare le sorti della sanità Regionale ma va a colpire in modo pesante la ricaduta economica sui territori perché tutto ciò che in termini finanziari verrà richiesto per questa tassa non sarà reinvestito in termini commerciali nei territori di provenienza dei frontalieri».

«Una vera e propria beffa della quale gli artefici invece di vergognarsene se ne vantano – sottolinea Locatelli – dimostrando nessun rispetto verso chi da anni ha retto le sorti economiche dei  territori da cui provengono».

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