Domani, sabato 9 dicembre, alle ore 21, presso il Teatro Comunale di Cassano Valcuvia andrà in scena lo spettacolo “Muriceddu, forse, chissà, l’età delle parole è finita per sempre“, di e con Margherita Ortolani della compagnia teatrale Blitz in arrivo da Palermo.
La serata fa parte della sezione Incontro con l’artista della stagione Latitudini di Teatro Periferico e Karakakorum Teatro, vale a dire che dopo la rappresentazione si terrà un momento di approfondimento sui temi dello spettacolo e conoscenza diretta della compagnia ospite.
I testi di Margherita Ortolani, fra le più interessanti artiste che il teatro contemporaneo a Palermo ha espresso in questi anni, hanno ricevuto diversi riconoscimenti tra cui: Bando React Santarcangelo, Indigeni Pim Off 2015, Menzione speciale Premio Extrême Contemporain 2021.
Muriceddu in dialetto siciliano significa muretto seguito da un sottotitolo che cita i versi della poetessa Antonia Pozzi “l’età delle parole, forse, chissà, è perduta per sempre” (da una lettera a Vittorio Sereni, Pasturo, 13 agosto 1935).
Nello spettacolo il muretto è quel posto dove si sta seduti per guardare scorrere la vita e da cui sembra che il paesaggio non cambi, mentre miliardi di cose attorno brulicano e si trasformano.
Capovolgendo la prospettiva, muriceddu è anche il punto da cui si può decidere di vedere e guardare il mondo così come si sogna di vederlo e di guardarlo.
«Con questo lavoro – spiega l’artista – desideravo attraversare la fragilità, della vecchiaia, del dimenticare (o del non dimenticare mai abbastanza), della paura di perdere chi amiamo, la fragilità del dire e del rappresentare. Ma in questo lavoro c’è anche il desiderio di non rinunciare alla possibilità che dà il teatro di ri-tracciare di ogni fragilità la forza e la poesia. Muriceddu è dentro un sogno, è liquido, è una dichiarazione d’amore per ciò che è al limite tra l’esserci e l’essere perduto per sempre».
Muriceddu è la storia di molte voci, o di una voce che prende molte forme, un intarsio vocale in cui le parole sono personaggi minimi che compongono e scompongono una storia di dolore, forse, come tante.
Lo spettacolo è accompagnato dalle musiche di Roberto Cammarata e vede il sostegno di Babel crew/Spazio Franco e Piccolo Teatro Patafisico, luoghi di cultura e ricerca teatrale che operano per colmare la povertà educativa e garantire l’accesso alla cultura per i giovani dei quartieri periferici della città di Palermo.
Biglietto intero 10 euro – ridotto 7 euro (under 18, over 65 e allievi Scuola di Teatro di Cassano Valcuvia e Karakorum Teatro). Prenotazioni Teatro Periferico: Tel 334 1185848 – 347 0154861 – info@teatroperiferico.it – www.teatroperiferico.it.
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