Una piastrella in ceramica che raffigura il monte Picuz – simbolo di Sangiano – e che troverà posto lungo il Muretto di Alassio, la famosa installazione permanente che dagli anni Cinquanta del secolo scorso ospita su una parete del giardino pubblico della città marittima le riproduzioni degli autografi di personaggi famosi, e gli stemmi di associazioni e di Comuni.
Un omaggio in nome dell’amicizia tra le due amministrazioni comunali, che si sono incontrate nei giorni scorsi in Liguria, dove il sindaco di Sangiano, Matteo Marchesi, ha consegnato il regalo al vicesindaco di Alassio, Angelo Galtieri.
L’idea era nata in estate, grazie al contributo e al sostegno del Centro Anziani sangianese, e in particolare grazie al legame con la Liguria coltivato negli anni da chi si occupa del Centro e dal sindaco di Sangiano, in veste di “vacanziere” prima ancora che da amministratore. A un primo incontro estivo, con tanto di visita turistica ad Alassio per Marchesi, ne è seguito un secondo, pochi giorni fa.
«Ci siamo scambiati dei libri dedicati alla storia locale, quella di Sangiano e quella di Alassio – racconta Marchesi a proposito del suo incontro con il vicesindaco di Alassio – e io ho portato agli amici amministratori la piastrella dedicata al nostro paese e realizzata da un’azienda locale, che ora verrà verrà applicata sul Muretto». Al centro della piastrella campeggia il Picuz, insieme alla chiesa del borgo e alla scritta “Comune di Sangiano – Varese. Paese natio di Dario Fo“.
La storia del Muretto di Alassio è connessa ai soggiorni nella città ligure di Ernest Hemingway, frequentatore del Caffè Roma – situato proprio in corso Dante – e amico del proprietario del locale, il pittore Mario Berrino, scomparso nel 2011. Fu dei due l’idea di trasformare l’anonimo mura di cinta del giardino pubblico in un’opera d’arte che oggi, a distanza di molto tempo, non ha ancora perso il proprio fascino.
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