«Oggi a Cuasso al Monte ci ritroviamo sgomenti per quanto è accaduto. Qualcosa che troppo spesso sentiamo nei telegiornali, è successo qui e ci travolge. Questa volta non abbiamo dovuto utilizzare solo l’udito e la vista, come di solito facciamo per apprendere una notizia, ma scopriamo che è entrato in gioco il tatto che è riuscito a toccarci e a ferirci, perché questa volta non siamo stati protetti da uno schermo che ci ha divisi da un’immagine violenta».
Queste sono le parole che la sindaca di Cuasso al Monte, Loredana Bonora, ha affidato ai social dopo i tragici fatti avvenuti ieri mattina in una villetta della frazione di Cavagnano, dove un 84enne, Pierluigi Lachi, ha prima sparato alla moglie Giuseppina Anselmino, 80enne, e poi si è tolto la vita con la stessa pistola preannunciando il suicidio con una telefonata alla centrale operativa dei Carabinieri.
La prima cittadina dà voce allo sgomento di un’intera comunità, quella del paese e dell’intera Valceresio, sconvolta per la drammaticità di un gesto che mai nessuno si sarebbe aspettato e che, come riporta la Procura di Varese in una nota firmata dal procuratore Massimo Politi, va ricondotto «a dinamiche familiari non conosciute e che non coinvolgono soggetti terzi».
Nel frattempo, proseguono gli accertamenti da parte dei carabinieri di Porto Ceresio e di Varese sulla pistola utilizzata da Lachi e sulla dinamica di quanto accaduto ieri mattina.
«Ciascuno di noi si sta chiedendo “perché è successo?”, sperando che siano gli esiti delle indagini a darci una spiegazione, ma quando l’avremo non ci sentiremo rasserenati – scrive ancora Bonora – Per ricevere una risposta consolatoria forse dovremmo cambiare la domanda da porci: “Qual è il seme da cui nasce una tragedia come questa?”, e poi fermarci, riflettere, ascoltarci».
«Ho trascorso il pomeriggio a cercare quel seme e credo di averlo trovato in ogni essere umano – afferma la prima cittadina di Cuasso – È un seme infestante che si nutre di discordia e rabbia. È il seme che scatena quotidianamente i nostri conflitti, tutte le volte che perdiamo la pazienza, che parliamo male di qualcuno, che restiamo indifferenti. È il seme che, se ben coltivato, cresce rigoglioso e diventa violenza, distruzione, guerra. Non si può sopprimere, ma lo si può inaridire con uno sguardo d’amore per tutto ciò che ci circonda e accade». (Foto di VareseNoi)
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0