L’associazione culturale Amici di Mario Berrino di Ispra ha organizzato per domani, sabato 21 ottobre, alle ore 15.00, la presentazione del libro “Anno 1313, Badia di San Gemolo a Ganna”, l’ultima fatica letteraria di Claudio Bollentini edita Macchione.
L’incontro si terrà presso il salone polivalente del Comune di Valganna, in località Prato Airolo, di fianco al municipio.
Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Valganna Bruna Jardini, l’incontro sarà introdotto, coordinato e moderato dai giornalisti Davide Pagani, che è anche direttore artistico dell’associazione isprese, e Paolo Costa. Oltre al dialogo con lo scrittore è previsto anche un intervento del professor Giuseppe Armocida, presidente della Società storica varesina.
«Credo che in passato nessuno si sia mai avventurato in uno scritto di questo tipo – afferma Bollentini – Spero di aver portato a termine un buon lavoro. La narrazione ruota intorno all’elezione di un priore nel 1313, nel periodo più interessante della storia della Badia. C’è quindi un canovaccio storico molto rigoroso che ho trovato avvincente e che pochi conoscono, ma c’è anche una lunga ideale disquisizione tra maestro e allievo, tra il priore e un converso, volta a recuperare, valorizzare e tramandare i valori e le radici della cultura giudaico cristiana, europea, occidentale. Il tutto in un’atmosfera mistica e intima, tra fatti e riflessioni tipiche di un ambiente monastico medievale in una selvaggia vallata alpina. Può essere anche letto come un tentativo molto originale di contrastare la deriva della cancel culture che cerca di rodere le nostre basi culturali e valoriali».
«Da ultimo, ma non meno importante, – continua l’autore – il libro si prefigge l’obiettivo di smuovere le acque, di attirare l’attenzione sulla Badia di Ganna, sulla corretta valorizzazione di questo bene monumentale pubblico e sul suo rilancio in chiave culturale, turistica e di promozione del territorio, come ben accennato nella appendice».
«Ho sempre ritenuto la Badia una sorta di heimat spirituale per le genti non solo della Valganna, ma dell’Insubria intera. Un polo da rilanciare e valorizzare in questo senso, perché di un’abbazia benedettina si tratta. A tal fine – conclude Bollentini – presentai un paio d’anni fa in Provincia, proprietaria di gran parte dell’immobile, un progetto in chiave monastica che però non fu accettato. In questo contesto mi sento di ringraziare il sindaco di Valganna Bruna Jardini che invece aveva capito il valore di quanto proposto, mi sostenne e poi mi spinse a non demordere».
Claudio Bollentini (Milano, 1963), laureato in Scienze Politiche e specializzatosi in Relazioni Internazionali prima e in comunicazione istituzionale e politica poi, è un esperto di comunicazione reputazionale e crisis management, comunicazione istituzionale e politica, tecniche di influenza e di creazione di immagine. Negli ultimi anni ha dedicato ampio spazio ai new media sul web e ai social network creando blog, portali e giornali. All’inizio del 2018 ha interrotto la vita in trincea per prendersi un anno sabbatico da vivere nel silenzio e nel clima di meditazione della comunità benedettina della abbazia della Novalesa in Piemonte. Da quella esperienza è nato il libro “La Novalesa, nihil sub sole novum”, editato nel 2019 per i tipi di Pietro Macchione di Varese e sono sorti una serie di stimoli che hanno dato vita, tra le altre operazioni, ad un ente del Terzo Settore dedicato allo sviluppo turistico e culturale di siti monastici da rigenerare e rilanciare. Oggi divide la sua vita tra Novalesa e Ganna.
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