Mancano certezze in merito all’adesione dei privati profit al Centro unico di prenotazione (Cup). Lo ha affermato Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito democratico, a seguito dell’audizione che si è tenuta oggi, martedì 3 ottobre, con l’assessore alla Sanità.
«L’assessore ha esplicitamente detto che il Cup unico sarà operativo solo alla fine del 2026 – ha commentato Astuti – mentre il 22 maggio scorso l’aveva annunciato per il 1° gennaio 2024».
Per l’esponente dem si tratta di un ritardo inaccettabile: «Questa regione attende l’agenda unica da dieci anni. Il nuovo Cup, oltretutto, costerà 61 milioni di euro, una cifra enorme che si aggiunge ai milioni già spesi senza alcun risultato negli anni precedenti. Solo due anni fa infatti sono stati destinati ai privati 7 milioni di euro per adeguarsi al sistema di prenotazione unica. Risorse che sono andate del tutto perse».
Tornando all’adesione dei privati all’agenda unica, per Astuti il punto è di fondamentale importanza: «Senza privati profit non è un’agenda unica, ma d’altra parte i privati profit vogliono gestire le prenotazioni da soli, per potersi garantire l’erogazione delle prestazioni più remunerative a scapito delle altre. Ai lombardi però servono tutte le prestazioni».
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