Tra i prodotti per fumatori adulti di nuova generazione, i riscaldatori di tabacco si sono imposti di recente quali una delle principali alternative alle sigarette tradizionali.
Questi dispositivi hanno incontrato il favore del pubblico, guadagnandosi una diffusione non dissimile da quella ottenuta dalle più longeve sigarette elettroniche. Rispetto a queste ultime, rappresentano un prodotto completamente diverso, soprattutto in considerazione del principio di funzionamento alla base.
Ciò nonostante, vi è spesso una certa confusione, dovuta anche all’utilizzo di definizioni ambigue o erronee, che spingono molti consumatori a credere che i riscaldatori siano una variante delle sigarette elettroniche. Naturalmente, non è così: vediamo in questo approfondimento quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un dispositivo a tabacco riscaldato.
Riscaldatori o ‘THP’: cosa sono
A livello commerciale, i riscaldatori di tabacco vengono solitamente indicati con la sigla THP, acronimo inglese di Tobacco Heating Product (ovvero, “prodotto scalda tabacco”); in alternativa, è piuttosto comune anche un’altra denominazione, HTP, che sta per “Heated Tobacco product” (“prodotto a tabacco scaldato”). Le due definizioni sono ambivalenti, e non implicano alcuna differenza tra un dispositivo e l’altro.
In generale, un riscaldatore di tabacco è un dispositivo elettronico, alimentato da una batteria interna agli ioni di litio. Riscalda una miscela di tabacco, confezionata sotto forma di stick monouso, da inserire all’interno di uno slot apposito;.
Il processo di riscaldamento viene implementato mediante tecnologie differenti ma con un tratto in comune a tutte le tipologie di dispositivo: l’assenza di combustione. Il tabacco viene scaldato ma non bruciato, al fine di ottenere un vapore contenente nicotina ma privo di particelle o residui solidi*.
*Questo prodotto non è privo di rischi e contiene nicotina, una sostanza che crea dipendenza.
Come funziona un riscaldatore di tabacco
Il sistema di riscaldamento è una delle caratteristiche distintive dei THP attualmente presenti in commercio; la maggior parte dei produttori utilizza due soluzioni piuttosto diverse:
– sistema induttivo;
– sistema resistivo.
Nel primo caso, il dispositivo sfrutta il principio del riscaldamento a induzione: una bobina metallica, avvolta attorno alla camera di riscaldamento in cui viene inserita la miscela di tabacco, genera un leggero campo magnetico ogni qual volta viene attraversata dalla corrente elettrica. Ciò sviluppa il calore necessario a scaldare il tabacco dall’esterno verso l’interno, senza però innescare il processo di combustione. Questo tipo di tecnologia contraddistingue, ad esempio, anche glo™ Hyper Air, il dispositivo scalda tabacco commercializzato da BAT Italia. Il prodotto, di recente generazione, abbina una Induction Heating Technology brevettata dal marchio con un sistema che consente all’utilizzatore di selezionare due diverse modalità di riscaldamento (Standard o Boost) mediante appositi comandi.
I THP a sistema resistivo, invece, utilizzano una resistenza elettrica (un elemento costituito da materiale conduttore) che, al passaggio della corrente elettrica si scalda. Il calore così sprigionato serve a scaldare anche la miscela di tabacco presente all’interno del dispositivo.
A prescindere dal sistema di riscaldamento, per evitare di bruciare la miscela al loro interno, i device sviluppano una temperatura piuttosto alta (che può oscillare tra i 250° e i 270°) ma al contempo lontana dalla soglia di completa combustione del tabacco (500° circa). Ciò è possibile anche grazie alla presenza di sensori e software che tengono sotto controllo il processo di riscaldamento ed impediscono alla temperatura di aumentare eccessivamente.
Tutti i THP sono dispositivi elettronici, alimentati da una piccola batteria interna (quasi sempre agli ioni di litio), che può essere ricaricata mediante un apposito caricatore o un analogo compatibile. Gli stick contenenti la miscela di tabacco sono monouso (dopo una ‘sessione’ vanno rimossi e smaltiti) e non possono essere sostituiti con prodotti non compatibili o altro (come, ad esempio, le comuni sigarette).
Powered by glo™
© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0