Nella mattinata di venerdì 22 settembre, Villa De Angeli Frua, sede del Comune di Laveno Mombello, ha ospitato l’edizione 2023 della Giornata della Legalità voluta e organizzata dall’ITEP “Galileo Galilei”, ispirata al ricordo delle vittime di mafia e della lotta contro la criminalità organizzata.
Ad assistere all’importante conferenza dal titolo “Il costo di una scelta”, un pubblico giovanissimo di ragazze e ragazzi di varie scuole della zona e di autorità e rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali.
A tenere l’impegnativo dibattito di fronte agli studenti quattro relatori d’eccezione: l’avvocato Leonardo Salvemini, dirigente del “Galileo Galilei”, appassionato ideatore e ispiratore, ormai da anni, di questa iniziativa e Consigliere Giuridico della Commissione Eco Reati; la dottoressa Alessandra Dolci, Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano; Tina Montinaro, moglie del caposcorta del Giudice Giovanni Falcone, tragicamente scomparso nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992; il dottor Renato Cortese, Prefetto al Ministero degli Interni e Capo dell’Ufficio Ispettivo del Viminale.
Ad introdurre i lavori, dopo le parole di saluto del sindaco di Laveno Luca Santagostino e del Questore di Varese Michele Morelli, l’avvocato Salvemini, che ha illustrato il senso dell’iniziativa e la sua importanza, a partire dal titolo stesso, il costo di una scelta.
A impreziosire ulteriormente il dibattito, anche un discorso del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha ricordato come ogni giorno si possa combattere la mafia, scegliendo come comportarsi, a partire proprio dal mondo della scuola e dal rispetto quotidiano che si ha per gli altri e la loro libertà.
La dottoressa Dolci ha insistito sul tema della legalità come modo di essere, come sentimento profondo e come educazione all’onestà, nel ricordo di chi ha dato la vita, come Antonio Montinaro, per il proprio Paese. Cortese è sceso invece in profondità nel ricordo trascinante della Palermo degli anni delle stragi di mafia e della lotta a Cosa Nostra, penetrando poi nell’appassionante racconto di come riuscì a catturare i fratelli Brusca e Bernardo Provenzano. Ha poi concluso il suo intervento avvertendo i giovani che la mafia entra dappertutto e si vuole prendere le vite di tutti, perché tutto vuole controllare, esercitando un potere criminale assoluto e tirannico in nome dell’anti-Stato.
Infine, come sempre, la conclusione è spettata alle trascinanti parole di Tina Montinaro, che ha toccato i cuori di tutti parlando del suo cammino fatto insieme al marito Antonio e che il tritolo di Capaci, a quanto ha dimostrato anche questa giornata lavenese, non ha saputo veramente fermare.
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