Pensava di chattare con una ragazza di nome Sara, che diceva di essere innamorata di lui. In realtà dietro quel profilo, su una piattaforma d’incontri, c’era un suo coetaneo che sfruttando le foto a luci rosse di una giovane, gli aveva già portato via parecchi soldi.
Una “truffa romantica” consumata ai danni di un ragazzo varesino, classe 1994, con una disabilità intellettiva, che in rete aveva cercato di farsi avanti per intraprendere una relazione. È finita con un processo, in corso in tribunale a Varese, dove oggi, martedì 26 settembre, la vittima e il padre hanno parlato della vicenda davanti al giudice.
Una vicenda che si collega alla necessità del giovane di sentirsi indipendente a livello economico, e di iniziare a usare i soldi presenti sul suo conto corrente. La routine e l’assenza di episodi preoccupanti suggeriscono al padre di lasciare al figlio la libertà di gestire il proprio denaro. Poi però arrivano le prime uscite sospette. E alla fine arriva anche una chiamata della banca. Il ragazzo stava assecondando le continue richieste di denaro del truffatore, che di volta in volta accampava scuse diverse: le spese per la macchina, il datore di lavoro che non paga, le conseguenti difficoltà economiche. Tutto inventato.
Nel frattempo tra i due profili inizia uno scambio di foto intime. Che è parte del piano del truffatore, che prosegue a suon di minacce: «Paga o i tuoi parenti e tuoi amici vedranno le foto», è l’avvertimento. Con allegata la lista dei contatti stretti del ragazzo.
Un incubo che l’odierna persona offesa alla fine non riesce più a gestire. E un giorno infatti il ragazzo scoppia in lacrime davanti al padre, e inizia a raccontare tutto. Seguiranno la denuncia e le indagini sulla carta Postepay utilizzata per i versamenti a “Sara”. Che hanno raggiunto una cifra complessiva di circa 20mila euro.
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