Prima di andare nello specifico per spiegare che cosa significa decadenza protesto, bisogna cercare di capire che cos’è un protesto, anche se ormai molte persone sanno di che cosa si parla, nonostante non abbiano mai avuto un’esperienza diretta, per fortuna loro.
Allo stesso tempo, però, magari si ha avuto persone vicine che si sono trovate in questa situazione, e quindi magari sono conoscenti che avrebbero tutto l’interesse ad avere delle informazioni specifiche rispetto a questo argomento. I protesti sono degli atti pubblici che segnano la mancata accettazione di una cambiale tratto, di una cambiale, di un vaglia cambiario o di un assegno bancario o postale.
Quello che succede praticamente è che, quando questi titoli di credito risultano scoperti, perché la persona non lo ha saldato, è la cosiddetta levata del protesto, cioè la consegna del titolo di credito da parte del creditore ad un Pubblico Ufficiale, che poi è abilitato a redigere la documentazione.
Il ruolo di questo pubblico ufficiale è molto importante, anche perché poi dovrà trasmettere il tutto al dirigente responsabile dell’Ufficio Protesti della Camera di Commercio, di artigianato, di industria o di agricoltura competente, e poi il nome di quella persona purtroppo sarà inserito nel registro informatico dei protesti.
Visto che poi in quella lista quello che si troverà sono i dati anagrafici se si parla di una persona fisica e quindi data di nascita, nome, cognome e il codice fiscale, mentre se si parla di una persona giuridica ci sarà anche il numero di partita IVA.
Andando nello specifico per quanto riguarda la decadenza del protesto, lo stesso può durare massimo 5 anni dalla data di iscrizione all’interno del registro, mentre ci sono dei casi nei quali è possibile far decadere e cancellare il protesto prima di questo termine, e sono casi che si vedranno nella seconda parte di questo articolo.
Sono varie le situazioni che ci permettono di far decadere un protesto prima della sua scadenza naturale
Ci sono varie situazioni quando ci si trova con un protesto e in certi casi si potrebbe provare a farlo decadere prima della scadenza naturale dei 5 anni andando ad informarsi all’ufficio protesti, che appunto si trova ad esempio presso la Camera di Commercio della nostra città.
Intanto, per farlo decadere bisogna pagare quello dovuto al creditore con eventuali interessi e oneri, e poi ci si può rivolgere a un legale che si occuperà di presentare, dopo che si ha pagato il tutto, un’istanza di riabilitazione presso il Tribunale.
Da questo punto di vista, bisognerà presentare ricorso nella provincia di residenza con i propri dati anagrafici, l’originale del titolo protestato, la quietanza liberatoria del creditore e la visura camerale che certifica che non si hanno altri protesti in corso.
Dopo 20 giorni il Tribunale prenderà una decisione, e in caso di accettazione della domanda si procederà con la cancellazione del protesto, tramite un decreto di riabilitazione.
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