Luino | 11 Settembre 2023

Luino, Chiara alla Carriera per il cardinal Ravasi. Il messaggio: «Riscoprire la bellezza del confronto»»

Al Sociale la consegna del prestigioso riconoscimento. La riflessione sull'importanza delle relazioni nell'era digitale, e il ricordo di Piero Chiara: «Genio della narrazione»

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Biblista, teologo, ebraista, una lunga lista di prestigiosi incarichi ricoperti nella Curia romana, e un elenco ancor più lungo di libri di divulgazione biblica e di esegesi dati alle stampe. Il profilo è quello del cardinale Gianfranco Ravasi, che nel pomeriggio di domenica 10 settembre, ospite al Teatro Sociale di Luino, ha ricevuto il Premio Chiara alla Carriera.

Il riconoscimento che porta il nome dello scrittore che con i suoi romanzi e i suoi racconti ha reso famosa nel mondo la città lacustre, è giunto quest’anno alla venticinquesima edizione, e per la prima volta è stato assegnato ad un uomo di chiesa.

Uomo di chiesa che per vocazione e formazione ha da sempre lo sguardo rivolto anche oltre l’orizzonte della fede, oltre la frontiera di ciò che è noto, per conoscere e comprendere ciò che sta al di fuori del proprio terreno. Sarà per questo che il cardinale, ottantuno anni da compiere, ha un profilo Twitter che quotidianamente aggiorna, e che attraverso il Cortile dei Gentili, nato su sua iniziativa nel 2011, attraverso il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, alimenta il pluralismo delle idee e il confronto tra credenti e non credenti.

Non è un caso dunque che sul palco del Sociale il cardinale, dialogando con Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera, abbia esordito andando subito oltre il tema della fede, e ricordando la figura di Piero Chiara, incontrato prima da lettore e poi personalmente, negli anni Ottanta, e definito da Ravasi stesso «genio della narrazione», per l’abilità di comprendere e descrivere le figure e le situazioni che facevano parte del suo vissuto, nel contesto della provincia, con i suoi pregi e le sue debolezze.

Parlando dell’attualità e del disagio giovanile, che talvolta si manifesta nella forma di vere e proprie tragedie – come raccontato dalle cronache nazionali delle ultime settimane – Ravasi ha sottolineato la necessità di investire di più nell’educazione, attraverso la scuola e la famiglia, ma anche tramite la chiesa che oggi fatica ad attrarre le nuove generazioni, e a mandare loro messaggi forti, sorretti da vissuti e percorsi di formazione in grado di lasciare davvero un segno nel cammino di crescita del giovane.

Cammino che troppo spesso – ha affermato il cardinale – è soffocato da un isolamento malsano, che si lega al consumo frenetico di tutto ciò che sta dietro lo schermo degli smartphone, divorato senza filtri e senza senso critico. E che invece dovrebbe riportare gli adolescenti verso il piacere dell’ascolto, del dialogo, degli scambi che arricchiscono e valorizzano le relazioni, e che fanno riscoprire la bellezza di imparare attraverso l’altro.

Sul palco del Sociale, accanto a diverse autorità locali, tra cui il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, l’assessore alla cultura del Comune di Varese, Enzo Laforgia e il presidente della Provincia, Marco Magrini, il cardinal Ravasi ha ricevuto la targa del Premio Chiara alla Carriera dal sindaco di Luino, Enrico Bianchi, che al microfono ne ha ricordato la motivazione: «Per la sua autorevole e prestigiosa carriera, con molte pubblicazioni, quale biblista, ebraista, esegeta, esperto nel dialogo con le scienze, nella quale ha superato i confini della religione coniugando rigore filologico e grande capacità comunicativa, riuscendo a diffondere le proprie riflessioni al più eterogeneo e vasto pubblico».

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