Quale migliore occasione per fare in compagnia una passeggiata dalla Chiesa di San Giorgio di Runo di Dumenza fino al Santuario di Trezzino, da cui si gode una splendida vista del Lago Maggiore, e quindi al ritorno ascoltare nella stessa chiesa dumentina la splendida musica di tre grandi autori nordici eseguita magistralmente dall’Orchestra Cameristica di Varese?
Questo è quanto offre venerdì 4 agosto la rassegna “Interpretando Suoni e Luoghi”, in collaborazione con l’associazione Controvento Trekking e l’Associazione Cameristica di Varese.
Secondo le intenzioni delle Comunità Montane del Verbano e del Piambello, promotrici dell’iniziativa, «La cultura è una componente fondamentale della nostra società, che arricchisce le nostre vite, ci connette con il nostro passato e ci ispira per il futuro. La rassegna “Interpretando suoni e luoghi” rappresenta un momento di grande importanza per la nostra comunità. Essa ci offre l’opportunità di esplorare le diverse forme d’arte, dai luoghi del nostro territorio alla musica. Anche durante questa stagione culturale, avremo il privilegio di scoprire i tanti luoghi del territorio e di partecipare a eventi che celebrano la nostra eredità culturale».
E un evento di sicuro interesse sarà l’esecuzione alle ore 21 da parte dell’Orchestra Cameristica di Varese, che ritorna dopo due anni nella chiesa di San Giorgio, per affascinare gli ascoltatori con composizioni di fine Ottocento di tre autori d’area culturale nordica.
La Suite per Orchestra d’Archi di Leós Janàček, nato nell’attuale Repubblica Ceca, la cui produzione rappresenta un unicum nel panorama europeo novecentesco grazie a un corpus strumentale e operistico variegato, a una tematica fortemente innovativa nelle opere teatrali, a una produzione che ne ha fatto uno dei maggiori compositori Cechi moderni e una delle figure più stimolanti della musica del XX secolo.
A seguire il tema e variazioni in sol minore per Orchestra D’Archi di Aleksandr Glazunov, allievo di Rimskij-Korsakov, il più moderno componente del Gruppo dei Cinque. le sue sinfonie seguono l’esempio di Čajkovskij, sebbene in forma più europea, e costituiscono un importante elemento di transizione fra il grande sinfonista russo e la nuova scuola sinfonica del Novecento sovietico, Come insegnante formò molti musicisti russi tra cui Dmitrij Šostakovič; fu un apprezzato direttore d’orchestra. Oggi viene considerato un maestro della strumentazione, secondo solo a Rimskij-Korsakov.
Ed infine Niels Wilhelm Gade, con le Novelletten Op. 58. Caro ai danesi quanto i suoi più famosi compatrioti, Hans Christian Andersen o Soren Kierkegaard. La sua musica, sull’esempio di quella di Mendelssohn, che lanciò il giovane Gade alla carriera internazionale lasciandogli la successione come maestro di musica al Gewandhaus di Lipsia, è romantica pur rimanendo fedele alla chiarezza dei classici, e venata di scandinavo folclore. Fu Niels Gade a fondare la specificità della scuola musicale danese, ma l’influsso di Gade andò oltre, fu un esempio per tutta la futura musica scandinava. Chi ne raccolse in modo significativo il messaggio fu il norvegese Edvard Grieg. Le novelletten op. 58 sono idilli bucolici, in quattro movimenti, che dimostrano la maestria di Gade nello scrivere per orchestra d’archi.
Un’occasione da non perdere per ascoltare musiche bellissime eseguite da un’orchestra che rappresenta un fiore all’occhiello della nostra provincia.
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