Canton Ticino | 27 Luglio 2023

Canton Ticino, un’importante scoperta archeologica

Materiali risalenti all'età del Bronzo e al medioevo sono emersi da alcuni scavi in corso a Bellinzona. Si tratta di resti di abitazioni e di vasellame per cottura e conservazione dei cibi

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Tracce risalenti all’età del bronzo e all’alto medioevo sono emerse dagli scavi in corso a Carasso Lusanico, quartiere di Bellinzona sulla sponda destra del fiume Ticino.

E’ quanto comunica il Dipartimento del territorio della regione al confine con l’alto Varesotto, sottolineando l’importanza del ritrovamento nel sito su cui sono al lavoro Luisa Mosetti e Michele Pellegrini, collaboratori del Servizio archeologico cantonale, insieme ad una équipe di archeologi, tecnici, studenti e operai, alla archeologa indipendente Rosanna Janek, che si occupa della consulenza scientifica, e agli specialisti Cristian Scapozza e Dorota Czerski, direttore e collaboratrice dell’Istituto Scienze delle Terra della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, che si occupano di complesse analisi del terreno.

L’area non è nuova a scoperte di questo genere, e negli ultimi decenni ha più volte restituito materiali risalenti alle due epoche a cui appartengono i reperti rinvenuti recentemente.

«I resti archeologici emersi in questi mesi di ricerca si presentano a tratti disturbati da fenomeni di tipo alluvionale oltre che dall’attività agricola di epoca recente – spiega il Dipartimento del territorio in una nota – Ciò nonostante gli scavi hanno portato in luce resti di villaggi attribuibili ad almeno due fasi dell’età del Bronzo, cui si aggiungono materiali archeologici che testimoniano una occupazione tardoromana-altomedievale».

Nel primo caso si tratta di acciottolati che fungevano da suolo negli edifici e da viottoli tra le capanne. «Fra gli elementi più significativi – si apprende dalla nota del Dipartimento del territorio – si segnalano un fondo di capanna con il resto di una parete rivestita d’argilla in situazione di crollo, e un poderoso muraglione realizzato a secco con massicci blocchi di pietra. Quale interpretazione del notevole manufatto, si ipotizza un muro di difesa del villaggio. Ma la precisa cronologia e la funzione della struttura sono ancora in corso di valutazione».

Gli altri oggetti rinvenuti sono soprattutto resti di vasellame: «Ampie olle in ceramica grezza destinate alla cottura e conservazione degli alimenti, ma anche piccole olle e coppe più delicate, realizzate con maggiore cura. Più rari per contro i manufatti di pietra (lamelle e schegge di selce, coti) e quasi assenti gli oggetti bronzei».

(Foto: Repubblica e Cantone Ticino) 

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