«Siamo stanchi e stufi, ora basta pretendiamo delle soluzioni urgenti non di promesse e pacche sulle spalle. Rilanciamo l’ennesimo appello: qualcuno ci aiuti per aiutarvi». Così le delegazioni locali dei sindacati CONAPO, FNS, CISL e UIL PA VVF dei vigili del fuoco del comando provinciale di Varese hanno concluso la missiva inviata al Prefetto di Varese, il dottor Salvatore Rosario Pasquariello, al comandante dei vigili del fuoco di Varese, il dottor architetto Mario Abate, al sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria e alla stampa locale.
La lettera inviata va a spiegare la posizione dei sindacati sulla situazione del soccorso sulla provincia di Varese e chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco di Somma Lombardo. «Come evidenziato in passato le risorse organiche a disposizione dei vigili del fuoco della provincia di Varese sono totalmente insufficienti per garantire il soccorso sul territorio», esordiscono i sindacati.
«Malgrado l’assegnazione di un monte ore di straordinario che tradotto in numeri consente il richiamo di una unità in più ogni turno di dodici ore (una goccia nel mare), non si riesce a garantire un servizio adeguato sul territorio. Attualmente si sta operando con numeri da “brivido”, ovvero tutte le sedi ai minimi termini, togliendo altresì un supporto al distaccamento di Busto/Gallarate e spesso e volentieri chiudendo il distaccamento di Somma Lombardo», proseguono ancora.
«Di fatto appena avvengono due eventi “rilevanti” sul territorio, il sistema annaspa costringendo spesso e volentieri a richiamare il personale libero dal servizio per far fronte alle richieste di soccorso. Questi giorni di maltempo hanno messo a dura prova il personale che non solo deve fronteggiare eventi eccezionali ma lo sta facendo con numeri ridottissimi», vanno avanti ancora i sindacati VVF.
«I lavoratori che rappresentiamo stanno dimostrando uno spirito di sacrificio e abnegazione fuori dal comune, al fine di portare soccorso alla popolazione ma questo, oltre causare un carico di lavoro psicofisico enorme, rischia di causare incidenti con ore e ore di lavoro ininterrotto sulle emergenze. Siamo stanchi e stufi, ora basta pretendiamo delle soluzioni urgenti non di promesse e pacche sulle spalle. Rilanciamo l’ennesimo appello: qualcuno ci aiuti ad aiutarvi!», concludono con immenso rammarico le segreterie.
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