(fonte Ansa) Catherine Deneuve e Lea Seydoux che chiacchierano fumando una sigaretta elettronica, Emma Stone e Jennifer Connelly che ridono insieme ad Alicia Vikander, Cate Blanchett che fende la folla e Oprah Winfrey che esclude una sua discesa in politica e si presta a selfie con tutti. I Ferragnez, Shakira, e persino due grandi star del pallone come Leo Messi e Cristiano Ronaldo.
Per la sfilata Cruise di Louis Vuitton, l’affascinante Isola Bella, ieri sera, ha davvero ospitato star provenienti da tutto il mondo e no, la pioggia non è riuscita a rovinare un evento di portata internazionale. Certo, i favolosi giardini dell’Isola non hanno potuto ospitare la sfilata, che è stata trasferita all’interno del suggestivo palazzo Borromeo.
La collezione disegnata da Nicolas Guesquiere per questa collezione Cruise ha visto alternarsi, su questa passerella d’eccezione, delle vere e proprie “sirene lacustri”, creature acquatiche che sembrano uscite dalle grotte del palazzo e dalle leggende che le accompagnano.
Ed è lo stesso couturier a raccontare che, difatti, questa collezione è nata proprio a partire dalla scoperta di questo scrigno barocco sospeso sul lago Maggiore, completamente “vuittonizzato” per l’occasione, dall’imbarcadero ai ristoranti che dopo la sfilata hanno ospitato i circa 800 ospiti della maison alla sua prima sfilata italiana.
«Ho trovato questo posto magico, questo bellissimo giardino botanico – racconta Guesquiere – è davvero un piacere essere in Italia, per Vuitton è la prima volta. Quando pensavo alla cruise ho voluto portarla sul lago, qui in Italia, perché da qui è venuta l’idea: sono state la cultura, le storie misteriose del luogo con la sua incredibile architettura a ispirarmi. Avevo già alcune cose in mente ma camminando per il palazzo e i giardini ho scoperto unicorni, fiori e simboli che mi hanno ispirato nell’immaginare delle sirene lacustri che escono dall’acqua».
E allora ecco una “fiaba” che si racconta in una cinquantina di look declinati tra giacche con colli a conchiglia e completi scuba, copricapi da creature mitologiche e gonne di paillettes, dettagli di corde e ancore e lunghi abiti di chiffon. Il tutto con un occhio all’eleganza italiana vista dai francesi, tra cappotti di cashmere e abiti ricamati, in uno scambio continuo tra il familiare e il singolare.
«Volevo mostrare lo straordinario e l’ordinario insieme – aggiunge Guesquiere – era importante rispondere al posto con una visione fantastica e un’atmosfera di sofisticazione». Uno scambio tra Italia e Francia che non si limita solo alla scelta del posto, ma anche alla collaborazione con artigiani locali perché «Francia e Italia hanno lo stesso amore per la moda e con questo rendiamo l’Europa più forte, credo che sia un bel messaggio».
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