(Dal sito www.varesenoi.it. Fonte: “La Varese Nascosta”) Un giorno di fine primavera, durante il taglio di un bosco nei pressi del laghetto, scoppiò un temporale. Vento, tuoni, lampi si abbatterono fra bosco e lago. Uno dei boscaioli, rivolto verso il lago, si accorse di una grande sagoma in mezzo all’acqua; pensò dovesse trattarsi di un pesce di enormi dimensioni.
Via via, tutti i compagni si girarono ad ammirarlo. Uno di loro disse che si trattava di una balena: ma nessuno dei boscaioli aveva mai sentito parlare di una balena capace di vivere in un piccolo specchio di acqua dolce.
Mentre il temporale era in corso, i boscaioli abbandonarono gli attrezzi da lavoro nel bosco e si avviarono verso la piazza principale del paese, per dare ai concittadini la notizia dell’avvistamento della balena. I racconti erano così concitati e le parole dei boscaioli così simili, che chiunque ascoltasse la storia finiva per crederci.
Si preparano ramazze, zappe, falci, badili e rastrelli, un consistente numero di uomini “arruolati” si mise in cammino verso il lago, con l’intenzione di trovare e uccidere l’animale, che, sul far tramonto, sembrava galleggiare a pancia in su nel bel mezzo dello specchio d’acqua. Servendosi degli attrezzi, riuscirono a riportare la creduta balena a riva. Altro non era che un sciuc, ovvero un tronco d’albero di un castagno centenario molto grande e pesante. Ma sempre e solo un pezzo di legno!
La leggenda, risalente alle seconda metà del Settecento è ancora viva nei ricordi degli abitanti di Brinzio, che la tramandano di generazione in generazione. Il lago di Brinzio è comunque un luogo magico capace di creare nel viaggiatore sensazioni di pace, ma anche di meraviglia e stupore per la sua bellezza così semplice, quasi timida.
(Foto di copertina: La Varese Nascosta)
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