Non saranno forse sotto i riflettori come avvenuto per gli accordi tra Stati, non avranno forse i formalismi di incontri diplomatici nelle ambasciate romane, ma è proprio nei territori di frontiera tra Italia e Svizzera – parlando di questo territorio – che si sollevano problemi che poi arrivano sotto quei riflettori. In quelle affrescate stanze del centro di Roma.
Non solo, spesso gli incontri tra sindaci valligiani o di territori di montagna, anticipano quelli che sono temi da affrontare a livello nazionale o transfrontaliero. Trasporti, difesa di boschi ed habitat, approvvigionamento idrico, rilancio turistico, protocolli di emergenza.
E’ il caso, per citarne uno del varesotto, dei sindaci dei Comuni di Maccagno con Pino e Veddasca e Gambarogno – Fabio Passera e Gianluigi Della Santa- che nei giorni scorsi si sono trovati in maniera informale in Ticino, a Magadino, a discutere proprio dei citati temi. Passera spiega che l’incontro, ormai da anni, avviene a cadenza semestrale.
«Un modo per trovarsi – dice – poi ovviamente finisce sempre a tavola l’incontro perché è anche un modo per cementare l’amicizia. Chiaro, lo scopo è fare un po’ il punto delle cose che abbiamo in comune. Per essere pratici, siamo entrati nel tema “incendi” rammentando quanto avvenuto nel gennaio 2022. Un paradigma di una situazione assurda quella che si vive quando ci sono delle calamità naturali, in questo caso l’incendio che ha visto nelle battute iniziali vigili del fuoco e le squadre di soccorso italiane arrivare sulla frontiera e lì si devono fermare perché poi non hanno l’autorizzazione per entrare in Ticino e viceversa».
«Ecco, poi le immagini dei Canadair che arrivano dalle basi liguri a dare una mano a spegnere un incendio sono un po’ il senso di questa contraddizione che si vive. Per cui abbiamo cercato di capire e cercheremo di capire nei prossimi giorni attraverso i parlamentari svizzeri ma anche attraverso Regione Lombardia, magari facendo sponda con la Regione Insubrica, come fare per risolvere questo problema», prosegue il sindaco.
Il primo cittadino spiega poi che si è spaziato su altri temi non meno importanti a cominciare dai trasporti, di frontalieri, di ferrovia e delle difficoltà che hanno i paesi rivieraschi per il transito di colonne di automobili in mezzo ai centri abitati.
«Abbiamo parlato di come il lago potrebbe rappresentare un aiuto – dice ancora -, ma abbiamo grossissime difficoltà noi e loro per motivi diversi a utilizzare tale mezzo di trasporto, battelli o traghetti, in maniera puntuale. Abbiamo parlato di sicurezza perché il tema dei valichi non presidiati, della sicurezza di territori così sconfinati prettamente boschivi, è un aspetto non secondario».
«Il sindaco Della Santa – continua Passera – si è dimostrato come sempre un ottimo padrone di casa, ci ha accolti lui ed i suoi quattro municipali e ci siamo dati appuntamento nelle prossime settimane per andare a ragionare attorno a questi temi con le autorità superiori. Chiaro, non abbiamo soluzioni a tutto ma per alcuni temi che ben conosciamo come amministratori è possibile individuare cosa fare concretamente e suggerire a chi ne ha il potere possibili soluzioni».
Il tema dei trasporti, anche quelli lacuali, è cruciale per due borghi, Maccagno e Gambarogno, che da anni hanno riprogettato la vita attorno al lago Maggiore, con tanto di nuovi porti e manutenzione a quelli pubblici. Prossimo appuntamento in Forcora, alla scadenza di mandati elettorali per una lunga collaborazione tra Municipi nata col sindaco Tiziano Ponti e continuata con Della Santa, per parte ticinese. Non solo, vi sono ponti veri e propri, non solo di nome, che sono politici ticinesi del Gambarogno che hanno origini veddaschine.
«Abbiamo concluso l’incontro – chiude Passera – a Sant’Abbondio, dove nasce la Tempellina, corso d’acqua ticinese che arriva da noi e scende, dissetando non solo simbolicamente, anche una parte del nostro territorio fino a Maccagno. Questa è una storia di uomini, di persone, di gente pratica che alla fine si è rimboccata le maniche andando oltre quelle che sono i trattati internazionali, confini e protocolli».
In un territorio dove per togliere un rampicante nei pressi di una dogana vanno interpellate le ambasciate, dove per ripopolare i pesci di un lago condiviso si riuniscono commissioni internazionali, il contatto umano per parlare di problemi comuni è ancora la prima soluzione per dare risposte ai cittadini.
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