Varese | 10 Maggio 2023

ASST Sette Laghi, 211 nuovi assunti nei primi mesi del 2023

Dal comparto sanitario a quello tecnico-amministrativo, diversi i nuovi ingressi in organico. Micale: «C’è soddisfazione, ma siamo consapevoli che servono più infermieri»

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Nel primo quadrimestre del 2023, sono 211 i nuovi assunti di ASST Sette laghi, grazie alle tante procedure espletate dal team dell’Ufficio Concorsi aziendale.

Nel dettaglio, 32 dei nuovi arrivati sono medici, di varie discipline, a cui si aggiungono altri 3 professionisti della dirigenza sanitaria: un biologo, un farmacista e uno psicologo.

Per quanto riguarda le professioni sanitarie del comparto, 36 sono gli infermieri assunti, di cui 6 infermieri pediatrici e un infermiere di famiglia. Sono entrati inoltre un’ostetrica e un ortottista.

Gli Operatori SocioSanitari (OSS) assunti tra gennaio e aprile sono invece 59, mentre, per quanto riguarda i tecnici sanitari, si contano 2 tecnici perfusionisti, un tecnico di radiologia e uno di laboratorio. Tra i nuovi assunti, anche un assistente sociale e un educatore professionale.

Passando al versante amministrativo e tecnico, invece, si contano 57 nuovi assunti: 51 amministrativi e 6 tecnici.

«L’azienda è impegnata al massimo per reclutare risorse – commenta il Commissario straordinario di ASST Sette Laghi Giuseppe Micale – Se da un lato c’è soddisfazione nel constatare come ASST Sette Laghi si mantenga attrattiva nei confronti di diverse categorie di professionisti, anche grazie alla preziosa partnership con l’Università dell’Insubria, dall’altro siamo consapevoli della necessità di reclutare un maggior numero di infermieri, di cui si registra una carenza a livello nazionale e oltre».

«Per questo motivo, – spiega – non solo continueremo a pubblicare avvisi e bandi di concorso per dare la possibilità in qualunque momento a nuovi professionisti di entrare in servizio nelle nostre strutture, ma stiamo anche cercando di reclutare infermieri dall’estero, puntando su alcuni stati del Sud America dove il percorso di studi previsto per chi vuole intraprendere questa professione è almeno di durata pari a quello italiano. Ovviamente, i candidati verranno sottoposti ad una valutazione delle competenze e saranno anche avviati in un percorso per integrare la loro preparazione, in modo da potersi inserire senza difficoltà nelle nostre strutture. La loro provenienza, del resto, dovrebbe presentare delle facilitazioni dal punto di vista linguistico. Un’operazione simile può ovviamente essere condotta con successo solo grazie ad una rete sinergica tra più istituzioni – tiene a precisare Micale – Per questo motivo, ringrazio fin da ora la Regione, la Prefettura, la Questura e il Comune di Varese, oltre che l’Università dell’Insubria, per la collaborazione che stanno dedicando a questo progetto».

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