Brinzio | 9 Maggio 2023

Abuso edilizio, «Dopo 36 anni chiude il Centro Fondo Brinzio»

Una comunicazione dagli uffici comunali ha imposto la rimozione di due casette, fondamentali per l'attività e per l'appoggio logistico. «Auspichiamo in una risoluzione delle criticità»

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Grande delusione da parte dei volontari del Centro Fondo Brinzio, negli scorsi giorni, dopo aver ricevuto una comunicazione da parte dell’amministrazione comunale riguardante un abuso edilizio, nella quale si disponeva la rimozione delle due casette prefabbricate nei pressi dell’inizio della pista da sci di fondo, famosa in tutta la provincia, insieme a quella di Cunardo, per ospitare ogni anno centinaia di sportivi ed appassionati della disciplina.

Lo smontaggio è già iniziato, una delle casette è stata già smantellata, così come la tensostruttura. Rabbia, malumore e sconcerto tra chi da 36 anni questa struttura l’ha gestita, garantendo un servizio pubblico che ha reso Brinzio un vero punto di riferimento a livello provinciale per lo sci di fondo.

Formalmente, la risposta del presidente del Centro Fondo Brinzio, Mauro Piccinelli, all’ufficio tecnico del Municipio, è chiara e non lascia alcun tipo di speranza per il futuro. Senza casette, infatti, sarà impossibile gestire la struttura sportiva.

«Tramite raccomandata dall’amministrazione comunale ci è stato comunicato l’abuso edilizio dovuto all’installazione delle casette qui presenti e della tensostruttura che ricopriva dal gatto delle nevi – commenta il presidente del Centro Fondo Brinzio, Mauro Piccinelli in un’intervista alla stampa locale -. Le casette sono qui da oltre vent’anni, le conoscono tutti, e siamo caduti un po’ dal pero perchè gli accordi, anche se erano verbali, ci hanno permesso di fare attività in questi anni».

«La notizia ci ha lasciato basiti – continua il presidente Piccinelli -, capiamo la situazione ed abbiamo espresso il nostro appoggio dandoci da fare, smantellando il prima possibile quello che è ritenuto abusivo, ma noi senza appoggio logistico non riusciamo a gestire la pista. Senza un appoggio logistico non riusciremo ad andare avanti, le casette servivano per il ricovero delle motoslitte, di tutto il materiale, come la cartellonistica e le reti di protezioni. Senza questo ricovero non riusciamo più ad operare».

«Il nostro augurio è che in breve tempo si possa trovare una soluzione che ci permetta di proseguire la nostra attività nei prossimi anni – conclude il presidente -. Di fatto è dal 1987 che il Centro Fondo, come associazione, è presente come gestione della pista, ha fatto più bene che male, non solo in provincia. Ci sono giornate che con pochi euro la gente riusciva a trascorrere una giornata intera sulla neve».

Al momento, nessun commento da parte del sindaco Roberto Piccinelli, che ha riferito di voler parlare soltanto quando avrà qualcosa da dire. Resta il rammarico per una struttura che ha scritto la storia dello sci di fondo della nostra zona, che avrebbe potuto essere oggetto di investimento e di attività, soprattutto nel momento in cui si sta progettando “Milano Cortina 2026: Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali“.

La speranza è che una soluzione la si possa trovare, non solo per il futuro del centro e per la fruizione da parte di appassionati e sportivi, ma sopratutto per la passione e l’impegno che hanno sempre messo i volontari della struttura.

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