Marchirolo | 6 Maggio 2023

A Marchirolo prende forma la Missione “Save Humanity”

Una storia scritta e illustrata dagli studenti della IA della secondaria di primo grado che racconta di una Terra malata e nata durante la sperimentazione di un metodo didattico dedicato alla lettura

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(articolo a cura di Francesca Carbone) Un libro a sfondo ecologico e inclusivo curato dall’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni XXIII” di Marchirolo che nasce dal racconto e dalla capacità creativa, finalizzata al raggiungimento di qualcosa di concreto, di un ragazzo di IA (della secondaria di primo grado), Giovanni Maio, sensibile alla tematica. Un prodotto multimediale utilizzato quindi come percorso inclusivo in un ambiente di apprendimento multiculturale e ampiamente diversificato.

Dal titolo “Missione Save Humanity”, il libro, illustrato dalla classe IA, racconta il viaggio di Giovanni e del suo amico robotico verso un mondo poi non così lontano. Un viaggio che li vede travolti nella ricerca di un pianeta abitabile esule dal surriscaldamento globale. Una storia fantastica che ci racconta di una Terra malata prossima all’esaurimento delle sue risorse a causa dell’attività antropica.

Il progetto è nato nell’ambito della sperimentazione di una metodologia didattica statunitense degli anni Settanta, “The Writing and Reading Workshop”, che sta attualmente sfociando nelle scuole italiane. Si tratta di un metodo che può essere utilizzato sia alla scuola primaria che alla secondaria e ha come principale obiettivo quello di fare di ciascuno studente uno scrittore e lettore competente nell’arco dei tre anni.

Le promotrici, ovvero le insegnanti Alessia Nidoli e Paola Maria D’Angelo, desiderano condividere e diffondere nella scuola “buone pratiche”, percorsi didattici che prevedono la collaborazione di figure diverse e quindi l’interdisciplinarietà, la flessibilità e la creatività progettuale. Questo il motivo per cui hanno messo in pratica il WRW; quel piano che sembra essere al contrario in quanto ideato per incentivare la scrittura attraverso la lettura e non viceversa, ma che invece sembra funzionare.

«L’abitudine alla lettura – riferisce la docente Paola Maria D’Angelo – ha portato ad apprezzare di più la scrittura e ha fatto sì che si creasse un contesto in cui la classe, per un modulo a settimana, potesse divenire una sorta di “bottega rinascimentale del XXI secolo”. In questo modulo si procede alla lettura di un libro scelto dai ragazzi e ognuno di loro, nei momenti di pausa, esprime il proprio pensiero su di un taccuino personale custodito in uno “scrigno”. Questo notes riveste un ruolo fondamentale: è il momento in cui ci si avventura nel pensiero riflessivo, in cui gli studenti non solo annotano su quanto letto o su libri che vorrebbero leggere ma, si cimentano in “guizzi di scrittura” che possono essere utilizzati per la creazione di un futuro racconto».

«È qui che si crea la magia – prosegue la docente – durante il classico momento di pausa, in questa classe, si crea un piacevole brusio creativo. Difatti, nell’aula scolastica della IA, apparentemente uguale a tante altre, tutti gli studenti vivono un’esperienza immersiva volta alla scrittura. Avviene un rituale o se meglio vogliamo si dà vita un autentico momento di riflessione che gli alunni stessi desiderano a gran voce. È una grande soddisfazione vederli all’opera».

«In questa cornice didattica non vi è quella sensazione in cui solitamente sembra si disperdano voci e energie degli studenti ma, ognuno di loro è invogliato a comunicare idee e desideri – dice l’insegnante – Attraverso la potenza delle parole scritte e lette e successivamente ascoltate e poi ancora condivise, stiamo provando a creare una classe di lettori e scrittori che insieme si immergono regolarmente nella lettura e nella scrittura, si scambiano dei feedback, si confrontano e si sostengono. Ogni studente – continua – è al centro del progetto educativo ed è seguito e accompagnato nel proprio percorso di crescita e nello sviluppo dell’abitudine alla riflessione metacognitiva».

«Con questo laboratorio, si porta avanti un programma in cui gli alunni imparano a conoscersi davvero tra di loro, a rispettare il pensiero e la diversità altrui – dice D’Angelo – e, come afferma Dario Ianes, docente di Pedagogia e Didattica Speciale della Libera Università di Bolzano, “sviluppare una didattica che accoglie ogni diversità secondo la logica dell’universalità e dell’equità significa adottare valori come il rispetto, l’uguaglianza, i diritti dei giovani, la partecipazione, la comunità, la fiducia, l’empatia, la speranza e l’ottimismo”».

L’alternarsi di momenti di lettura collettiva ad alta voce a momenti di lettura individuale è fondamentale e leggere diventa insieme pratica sociale e personale. È così che grazie a questo percorso si costruiscono competenze di lettura educando gli studenti a trovare la loro vera “voce” e  imparando al contempo ad “amare le parole”. Apprezzare la lettura e la scrittura non ha valore poiché sono da considerarle radici per progettare il proprio futuro.

In questa classe la generosità volta all’attività della lettura e della scrittura sembra sconfinare nel cuore di ogni alunno infatti, oltre a taccuini e scrigni è stata creata una libreria di classe. Libreria che si è potuta realizzare con l’apporto di ogni ragazzo e insegnate i quali hanno contribuito con uno o più libri ciascuno.

Il libro, concepito inizialmente come e-Book, è stato successivamente stampato grazie ai fondi messi a disposizione dalla scuola e dai genitori dell’autore. Il racconto scritto da Giovanni Maio e illustrato dall’intera classe sarà presentato prossimamente, con data da destinarsi, presso la biblioteca di Marchirolo ed è attualmente fruibile al seguente link: https://read.bookcreator.com/0S5HXh9rR1Qd698WmF485qeSBgg2/hBeUdPtcQc-QA8bQXfOHQg

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