Banda di pusher marocchini sgominata grazie ai carabinieri di Sesto Calende, Vergiate e Gallarate, dopo otto mesi di indagini coordinate da Ciro Vittorio Caramore, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio.
Otto gli spacciatori arrestati e tradotti in carcere, in custodia cautelare. Operavano nei boschi tra Sesto Calende, Vergiate e Casale Litta, dove quattro di loro sono stati braccati lo scorso 29 aprile, dopo una lunga attività di appostamento e verifica, svolta dai militari dell’Arma e cominciata dal via vai lungo le strade principali dei tre paesi.
Oltre duemila le cessioni di stupefacente accertate ricostruendo l’attività di spaccio del gruppo, composto da soggetti clandestini e senza fissa dimora che via whatsapp garantivano agli acquirenti un servizio h24, a volte anche a domicilio, e che nel bosco erano muniti di tutto il necessario per alimentare l’attività di spaccio: bilancino, materiale per il confezionamento, una batteria per la ricarica dei cellulari, armi per difendersi e difendere il territorio dalle bande rivali.
«Tra loro – si apprende da una nota del Comando provinciale dei carabinieri di Varese – spicca il ruolo di due fratelli, dimoranti in provincia di Monza e Brianza, che oltre a garantire i necessari rifornimento di droga e a ritirare gli incassi, si occupavano di accompagnare i pusher sul luogo di lavoro e di andare a riprenderli a cadenze regolari, per accompagnarli in alberghi del Milanese dove veniva loro garantita una giornata di riposo (e pulizia) dopo settimane passate a spacciare all’addiaccio».
Il blitz con gli arresti risale come detto ad alcuni giorni fa. Cinquanta i carabinieri della Compagnia di Gallarate impiegati per l’operazione, durante la quale alcuni pusher hanno tentato la fuga, mentre altri sono stati braccati nel sonno; uno di loro ha affrontato i militari impugnando un fucile a pompa calibro 12, ed è stato disarmato e bloccato con l’utilizzo del teaser. Nel bivacco i carabinieri hanno ritrovato diciotto munizioni per il fucile, risultato rubato, un coltello di dimensioni rilevanti, una grande quantità di droga, tra cocaina, eroina e hashish, e oltre 2.500 euro in contanti.
Quattro gli arresti eseguiti grazie all’intervento nei boschi. Gli altri componenti della banda sono stati individuati e arrestati il 30 aprile, cioè il giorno seguente al blitz; si trovavano tra Villa Cortese, Milano e Varano Borghi, e due di loro avevano trovato ospitalità a casa di un assuntore, che in cambio di droga gli forniva cibo e letto. Un ulteriore capitolo della vicenda si è chiuso il 2 maggio tra Sesto Calende e Imola, con l’arresto di altre due persone, ora in carcere tra Busto e Bologna, in attesa di comparire davanti al gip.
«L’attività condotta – fanno sapere ancora i carabinieri – oltre ad aver completamente smantellato una piazza di spaccio, nel suo complesso ha portato all’arresto di quindici persone e al sequestro di circa un chilo tra cocaina, eroina e hashish, oltre alla somma di 7.500 euro in contanti. Rilevante anche il numero degli assuntori identificati, oltre centocinquanta, che sono stati segnalati alla Prefettura e per i quali scatteranno le sanzioni amministrative previste dalla legge sugli stupefacenti, che prevede la sospensione della patente di guida o il ritiro del passaporto o della carta d’identità».
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