Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso: le sigarette elettroniche devono essere equiparate a quelle tradizionali per quanto concerne la vendita, e dunque vanno vietate ai minori di diciotto anni.
Il provvedimento sarà in vigore a partire dal primo giugno e coinvolgerà anche l’utilizzo – vietato a sua volta – dei dispositivi “e-cig” e simili nei luoghi chiusi accessibili al pubblico.
La misura arriva a seguito della linea dettata dal Gran Consiglio, lo scorso febbraio, con una modifica legislativa approvata a larga maggioranza per equiparare le sigarette elettroniche a quelle tradizionali per quanto riguarda la vendita e l’importanza della protezione dal fumo passivo.
La necessità di intervenire è legata alla rapida crescita di prodotti nel panorama delle e-cig e alla vasta gamma di dispositivi che consentono di fumare il tabacco riscaldato. «Sebbene queste nuove modalità di consumo siano pubblicizzate e percepite come meno nocive – tra i fumatori sono spesso viste come uno strumento utile a ridurre il consumo di tabacco o smettere di fumare – mancano studi scientifici indipendenti che ne determinino la sicurezza e l’impatto sulla salute a medio e lungo termine», sottolinea il Consiglio di Stato in una nota.
Un’ulteriore riflessione va a toccare il tema delle e-cig più economiche, disponibili in diversi colori e aromi, molto diffuse tra giovani e giovanissimi: «Possono contenere considerevoli dosi di nicotina sintetica – sottolinea ancora il Consiglio di Stato – una sostanza tossica che crea velocemente una forte dipendenza».
Infine un cenno anche ai prodotti dichiarati come “senza nicotina“: «Mancano certezze circa gli effetti sulla salute – conclude il Consiglio di Stato – considerato che non sempre le confezioni riportano in modo esaustivo la composizione dei liquidi». L’entrata in vigore del provvedimento sarà accompagnata da una campagna di sensibilizzazione che prenderà il via già durante il mese di maggio, con la diffusione di materiale informativo e il coinvolgimento dei negozianti.
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