Non può essere identificato solo come storico, non è solo un fotografo: la passione per la storia locale – quando locale è la migliore delle accezioni – assieme alla conoscenza delle valli Prealpine, rendono Maurizio Miozzi una sorta di narratore di luoghi del cuore per molti abitanti della provincia di Varese.
In 40 anni di attività ha scritto libri e fotografato angoli testimoni di un tempo ormai perduto che vanno dalla Dumentina alla Veddasca, dai mezzi di locomozione con le relative infrastrutture ormai sparite – treni e tramvai – fino alle vie dell’acqua con i suoi mulini.
Nasce fotografo, spiega lo stesso Miozzi in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Dumenza Pagine di Storia”, per poi essere preso al moto irrefrenabile di capire cosa stesse fotografando, cosa c’è dietro le immagini di paesaggi in trasformazione.
Il suo diventa dunque un lavoro di ricerca, di testimonianza “del prima e del dopo”, con tanto di visite in istituti di ricerca, musei, Archivi di Stato, scuole, parrocchie, ovunque si trovino tracce di persone, modi di dire, immobili, attività ormai defunte. Apre così dei simbolici “Stargate”, prova a mettere la testa fuori dalla dimensione dell’anno in cui scrive o fotografa per cercare storie scritte od orali che restituiscano questi paesi a come erano in origine.
Per comprendere, non per confondere, per lasciare una traccia come fossero moderni geroglifici per coloro che verranno dopo. Lo ha fatto e lo fa con pubblicazioni di pregio, alcune curate da case editrici attente al “genuis loci” e riconosciute, come Macchione per citarne una di Varese.
Come detto, il prossimo 21 aprile a Dumenza sarà presentato questo ultimo lavoro, con tanto di speciale anteprima già fatta alle scuole medie del borgo dove, grazie ed in collaborazione con l’Amministrazione comunale, sono state date in dono e distribuite copie agli studenti. Miozzi ha ricordato questo giorno come un momento importante anche per lui che ormai è veterano di storia, ha apprezzato lo stimolo che il Comune e gli insegnanti hanno saputo dare a questi alunni coinvolgendoli, portandoli ad avere il desiderio di approfondire ulteriormente la storia di quelle strade che, forse “distrattamente”, percorrono ogni giorno.
Maurizio Miozzi è molto conosciuto anche per la sua attività di guida nei luoghi che poi si trova a fotografare, con camminatori che vengono anche dall’estero per ascoltare racconti, per vedere dove nacque il Bernardino Luini, per sapere di dove era originario il cuoco dei Papi, Bartolomeo Scappi, per citare due personaggi della Val Dumentina.
Colto, ironico, conosciuto dai sindaci che spesso si sono avvalsi della sua conoscenza del territorio, Miozzi è stato ed è fonte indiretta anche per i giornalisti che nei suoi scritti hanno trovato veri e propri sentieri per approfondire notizie che parevano sepolte dal tempo. Da troppo tempo.
Scrive, guarda, fotografa convinto – e lo dice apertamente – che la ricerca in questa terra di frontiera, nonostante i suoi molti volumi all’attivo e quelli di altri colleghi che sarebbe ingiusto non citare – non ha mai fine.
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