A un anno da quei tragici e dolorosissimi fatti che hanno sconvolto Mesenzana e tutto l’alto Varesotto, la comunità locale si stringe ancora una volta intorno a Luana Vivirito per ricordare i suoi figli, Giada e Alessio, uccisi dal padre (poi toltosi la vita a sua volta) all’età di 13 e 7 anni.
Un gesto che è rimasto inciso nella memoria di tutti, una cicatrice che faticherà a rimarginarsi non solo per la famiglia dei due bambini e della madre, ma per chiunque è stato loro vicino, in vario modo, in tutti questi mesi.
Ma il ricordo non resterà solo nel pensiero: si concretizzerà, anzi, in una panchina rossa che verrà inaugurata domani, venerdì 24 marzo, alle 11.00, in via San Martino, nel piazzale antistante al municipio, su iniziativa dell’associazione Anemos Lombardia in collaborazione con il Comune.
L’installazione non sarà dedicata solo a Giada e ad Alessio, ma anche ad Alessandra Camboni, 32enne uccisa nel 2011 dal padre, ex finanziere settantenne che dal paese della Valtravaglia si era trasferito a Gavirate in seguito a dissidi famigliari e che, in quell’occasione, aveva cercato di uccidere anche l’altro figlio, Federico.
In serata verrà anche celebrata una messa di suffragio nella chiesa parrocchiale del paese, seguita da un breve momento di preghiera al cimitero.
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