Varese | 13 Marzo 2023

«Grazie al professor Eugenio Cocozza, ai medici e agli infermieri che mi sono stati vicini»

Una nostra lettrice rivolge al direttore della Chirurgia varesina e alla sua équipe un ringraziamento per l’attenzione ricevuta nel suo percorso di cura: «Professionalità e cuore»

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui una nostra lettrice, V.M., si rivolge al dottor Eugenio Cocozza, direttore della Chirurgia Generale oncologica e mini-invasiva di Varese e Cittiglio per ringraziare lui e la sua équipe per la professionalità e l’empatia dimostrate nei suoi confronti.

Un supporto, quello dei medici e degli operatori sanitari in generale, che rappresenta un nodo importante nel percorso clinico di un paziente, specialmente quando si tratta di patologie oncologiche, e che, nel caso della nostra lettrice, c’è stato e le ha permesso di affrontare (per la seconda volta) un percorso difficile sentendosi accompagnata e curata non solo dal punto di vista strettamente sanitario.

«Angeli, che come medicina, non usano solo la loro grande professionalità e la loro conoscenza, ma usano anche il cuore, l’empatia e la vicinanza», li definisce.

Di seguito il testo integrale della sua missiva-racconto.

Cosa può pensare una donna di quarantanove anni alla notizia dell’istologico di un polipo all’intestino, che dice che c’è la presenza di cellule maligne? Cosa può pensare, essendoci già passata per un cancro alla mammella? La mente ripiomba in fretta a quei momenti vissuti, di paura, di ansia, di dolore, di interventi chirurgici, di chemioterapia, di incertezza per il futuro.

I pensieri girano e girano nel cervello e diventa un incubo che ti perseguita notte e giorno. E pensi alla tua famiglia, ai tuoi bambini, ti senti così impaurita che ti sembra di morire.

Eppure, questa esperienza, che dirò subito, si è conclusa bene, con un intervento chirurgico all’ospedale di Circolo di Varese, mi ha dato modo di constatare ancora una volta che gli angeli esistono e hanno il camice e la divisa di infermieri e medici (angeli come a suo tempo fu per me la professoressa Francesca Rovera e la sua équipe, che qui voglio ricordare e ringraziare). Angeli, che come medicina, non usano solo la loro grande professionalità e la loro conoscenza, ma usano anche il cuore, l’empatia e la vicinanza al paziente.

Desidero ringraziare vivamente, con queste poche e semplici parole, la dottoressa Rossana Gueli dell’Oncologia: grazie al suo lavoro e alla sua scrupolosità che hanno fatto in modo di scoprire precocemente questo mio problema. Grazie alla dottoressa Giada Bisso, gastroenterologa che ha avuto per me particolare attenzione. Un grazie sentito al dottor Matteo Desio e al dottor Giacomo Borroni che mi hanno accolta nell’ambulatorio di chirurgia tranquillizzandomi e dandomi delucidazioni sulla mia situazione in maniera ineccepibile insieme al loro entourage di infermieri.

Grazie infinite al professor Eugenio Cocozza, medico di altissimo livello, che si è dimostrato oltre che come suo solito estremamente professionale, anche molto umano. Non potrò mai dimenticare le sue parole di vicinanza e il suo modo di rincuorarmi anche con una carezza, che mi ha fatta sentire accolta e curata in tutta la mia persona.

Trovo che queste doti le posseggano solo persone speciali, che sanno trattare gli ammalati nella loro totalità, non solo fermandosi alla patologia.

Grazie a tutti gli infermieri (se potessi scriverei ogni loro nome) e al personale del reparto di chirurgia oncologica mininvasiva per le loro attenzioni, per i loro sorrisi, per la loro capacità di professione e di cuore.

Vi ringrazio infinitamente. Vi ringrazio ogni sera, nel mio cuore, uno per uno, prima di addormentarmi.

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