Varese | 2 Marzo 2023

ASST Sette Laghi, nasce un ambulatorio per lo studio metabolico e nutrizionale della calcolosi

La struttura, unica in ATS Insubria, si pone come punto di riferimento per i pazienti di Varesotto e Comasco che hanno già sviluppato o che sono a rischio di sviluppare la patologia

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È attivo da questo mese nella Nefrologia di ASST Sette Laghi un nuovo ambulatorio dedicato allo studio metabolico e nutrizionale della calcolosi.

Vi si accede con impegnativa dello specialista nefrologo o urologo ed è dedicato ai pazienti che hanno già sofferto di calcolosi o che, per predisposizione genetica o familiarità, sono ad alto rischio di svilupparla. Ad accoglierli troveranno due nefrologi dedicati, Alessandro Avella e Stefania Drovandi, insieme a due nutrizionisti, Doriana Localaprice e Federico Cermesoni.

«Circa il 60% dei pazienti che hanno già avuto un problema di calcoli tende a formarli nuovamente – spiega il dottor Andrea Ambrosini, Direttore della Nefrologia e Dialisi di ASST Sette Laghi – È quindi importante intervenire preventivamente, per evitare che il problema si ripresenti. Le soluzioni non mancano e possono essere di tipo farmacologico, alimentare e comportamentale, a seconda dei casi. In questo ambulatorio, ci proponiamo di valutare i pazienti e identificare la natura della calcolosi per metter in atto interventi specifici ed appropriati in sinergia con i colleghi urologi».

Nel dettaglio, lo studio della calcolosi si concentra sull’analisi del calcolo e delle urine. A seconda che si tratti di una calcolosi di acido urico, calcio ossalato, calcio fosfato, che sono le più frequenti o anche di cistina, ben più rari, si possono intraprendere terapie farmacologiche, finalizzate a modificare il PH delle urine, e manovre nutrizionali mirate.

«Queste soluzioni non sono alternative, in molti casi si può procedere sia con la terapia farmacologica, sia con comportamenti alimentari – continua Ambrosini – Se, ad esempio, ci troviamo di fronte ad una pregressa calcolosi da acido urico o l’analisi metabolica evidenzia un elevato rischio di precipitazione di acido urico, il paziente sarà invitato a ridurre il consumo di alcuni alimenti, come pesce azzurro, fagioli e salumi o carni rosse. In presenza di calcolosi calcica, invece, o di eccesso di precipitazione di composti di calcio nelle urine, è dirimente lo studio delle cause che hanno determinato l’aumento della loro concentrazione per metter in atto gli opportuni aggiustamenti alimentari o farmacologici. Un’indicazione che invece vale per tutti e che è fondamentale per prevenire la calcolosi è quella di bere molta acqua: l’idratazione favorisce la diluizione delle urine ostacolando la precipitazione di dette sostanze».

La calcolosi è frutto di un disturbo metabolico, latente fino a quando non dà dolore: la sua epidemiologia è quindi sottostimata e spesso la malattia viene trascurata o scoperta occasionalmente. Vista l’alta incidenza con cui si formano nuovi calcoli in pazienti che li hanno già avuti, questo ambulatorio si mette a disposizione per evitare al massimo che il problema si ripresenti.

Nell’ambulatorio, dopo una prima valutazione, un inquadramento diagnostico ed una impostazione terapeutica e alimentare, il paziente viene seguito nel tempo con visite di controllo periodiche, che possono comprendere anche la programmazione di indagini ecografiche strumentali.

L’ambulatorio per lo studio metabolico e nutrizionale della calcolosi raccoglie un’esperienza già presente anni fa nella Nefrologia varesina e la mette a sistema, offrendo un percorso dedicato, l’unico nel territorio di ATS Insubria, a disposizione quindi dei pazienti di Varesotto e Comasco.

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