Cosa ci fa una pianta in corten, con una serie di foglie tutte diverse, nel piazzale del Civico Museo “Parisi-Valle” di Maccagno?
Non è altro che un orologio solare antropologico, spiega l’amministrazione del paese lacustre tramite la pagina Facebook Impegno Civico MPV, ovvero una meridiana grazie alla quale ciascuno può interagire direttamente con la luce del sole per determinare l’ora esatta.
«Oramai da qualche anno abbiamo preso gusto nel riscoprire il mondo delle meridiane che, qui da noi, hanno una storia lunghissima e piena di fascino – avevano raccontato gli amministratori a inizio febbraio – Cominciammo con la più spettacolare di tutte, quella di San Martino a Campagnano, datata 1783. L’ultima, in ordine di tempo, il restauro del quadrante di Lozzo, di altra forgia ma altrettanta bellezza!».
E allora perché non implementare questo «smisurato patrimonio di orologi solari di cui si può fregiare il nostro Comune» con qualcosa di particolare e coinvolgente?
Da qui il progetto da circa 6.500 euro che ha portato alla recente installazione del manufatto, reso particolare proprio dalle diverse essenze arboree rappresentante dalle foglie, a ognuna delle quali viene fatta corrispondere un’ora precisa, dalle 5.00 alle 19.00, a seconda del momento della giornata in cui l’ombra di chi sarà in piedi sul tronco, nella giusta posizione, andrà a ricoprirle. Tra loro compaiono, ad esempio, pioppo, acero, ciliegio, rovere, tiglio, betulla, quercia e faggio.
Il funzionamento della meridiana verrà spiegato anche grazie alla cartellonistica informativa che verrà apposta in loco, ma il Comune ha ideato un’ulteriore iniziativa in vista della presentazione ufficiale alla cittadinanza: un concorso rivolto agli studenti delle scuole maccagnesi, con il quale creare un motto che contraddistingua la nuova meridiana.
L’esito del contest verrà reso noto lunedì 27 marzo, quando l’orologio solare verrà inaugurato con un piccolo evento previsto alle ore 15.00: in questa occasione sarà svelata la frase vincitrice tra quelle presentate dagli alunni del paese e, a presentare l’opera, sarà l’ideatore stesso, ovvero lo gnomonista varesino Roberto Baggio.
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