Quanto guadagna un infermiere negli Usa? Facciamo questa volta un lungo viaggio, oltre Oceano, supportato dagli autorevoli dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, per raccontarvi di retribuzioni che, rispetto all’Italia, evidenziano un gap che appare decisamente incolmabile. Eppure, gli infermieri americani, così come quelli del Regno Unito, da tempo sono sul piede di guerra, pretendono orari più flessibili, turni meno massacranti e, udite udite, anche una revisione delle retribuzioni.
Durante la pandemia, negli Usa, ospedali, studi privati, cliniche private, hanno avuto difficoltà a trovare le risorse di cui avevano bisogno, e non parliamo solo dei dispositivi di protezione individuale, ma di personale, di uomini e donne. La domanda di infermieri e altri operatori sanitari è salita alle stelle durante l’emergenza sanitaria negli Usa, proprio per coprire il rinnovato fabbisogno di interventi, il che ha portato a una maggiore necessità di appoggiarsi agli infermieri liberi professionisti. Una domanda senza precedenti che ha contribuito a far crescere in modo esponenziale gli stipendi dei professionisti autonomi.
A dicembre 2020, lo dicono sempre i report ufficiali, gli stipendi degli infermieri autonomi avevano raggiunto l’incredibile cifra di quasi 3.500 dollari a settimana, ma il picco è arrivato davvero un anno dopo, quando la cifra è balzata a quasi 4.000 dollari a settimana, secondo le cifre fornite dalla piattaforma di reclutamento sanitario Vivian Health. Tra gennaio 2020 e dicembre 2021, la retribuzione media degli infermieri autonomi è aumentata di oltre il 99%. A partire da dicembre 2022, nonostante comunque rimanga forte la richiesta di personale, gli stipendi degli infermieri autonomi hanno iniziato, naturalmente, a stabilizzarsi, a circa 3.100 dollari settimana, mantenendo, è evidente, sempre un livello di retribuzione molto alto.
Non se la passano male, certo, gli infermieri assunti dagli ospedali, quelli registrati agli ordini di categoria, che invece, sempre negli Usa, oggi guadagnano in media 77.600 dollari annui lordi, ovvero circa 73mila euro annui, ovvero il corrispettivo di quasi 38 dollari l’ora, a fronte però di un ritmo di lavoro ad oggi giudicato molto alto.
«Non è ovviamente tutto oro quello che luccica – commenta Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up – Innanzitutto parliamo di retribuzioni lorde: ricordiamo che negli Usa la tassazione prevede una detrazione del 25%, a cui, poi, devono essere tolti i contributi da versare per il regime pensionistico, l’assicurazione sanitaria e, ovviamente, i soldi per far studiare i figli. La media di orario lavorativo per un registered nurse è di 190-200 ore al mese: insomma il tempo da dedicare alla famiglia è davvero poco e una famiglia con figli piccoli e due genitori con occupazione, si trova ad avere delle spese extra per nidi privati o servizi di baby sitter».
Gi infermieri italiani, lo dice l’Ocse, rimangono i meno pagati tra quelli degli Stati maggiormente industrializzati in Europa e in tutto il mondo occidentale con una media di 39mila dollari annui lordi. «E questi report ci indicano chiaramente che non possiamo certo gioire» conclude De Palma.
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