Foto porno di minorenni fatte girare su un gruppo whatsapp dedicato appositamente allo scopo. Niente soldi ma la voglia di mettersi in mostra anche se, in alcuni casi, dall’altra parte dello schermo ci sono degli adulti. Il tutto viene scoperto da una madre che nel 2017 sporge denuncia dopo aver scoperto il modo in cui la figlia, all’epoca dodicenne, utilizzava i social.
L’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Bologna ha coinvolto una quindicina di soggetti. Tra questi, un ragazzo classe 1995 residente nel Varesotto, condannato ieri dal Tribunale di Varese a due anni e venti giorni di reclusione (con pena sospesa) e ad una multa di 1.400 euro.
Questo il verdetto emesso dal giudice dopo aver ascoltato le conclusioni delle parti. Il pm, per i reati di adescamento e detenzione di materiale pedopornografico, aveva chiesto un anno e sei mesi di reclusione. per il primo capo d’accusa il giovane è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”.
Quanto alle foto, invece, il materiale era nel suo telefono – poi sequestrato – e l’imputato, entrato in quel canale a luci rosse e poi in una chat privata con la ragazzina, era consapevole di avere a che fare con una minorenne.
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