Il poker, da poco riconosciuto come autentico sport, richiede non solo una buona conoscenza delle regole e del diverso valore delle combinazioni, ma anche e soprattutto una preparazione non indifferente a livello fisico e mentale. Questo è tanto più vero quanto maggiormente ci si avvicina a competizioni di più alto spessore, anche se il dato obiettivo e la preparazione tecnica richiesta ai giocatori vengono spesso bilanciati da un’attenzione tutta particolare a sorprendenti elementi scaramantici.
Il poker tra scienza e fatalità
Valutare correttamente il poker è difficile. Di certo, è una forma di gioco d’azzardo che affida parte delle sorti dei giocatori al caso con cui sono distribuite le carte d’apertura e poi voltate quelle del board, nella versione più nota del Texas Hold’Em. Malgrado questa premesse, molti pokeristi di professione sono convinti che affidarsi alla sorte non sia l’unico approccio corretto per vivere il gioco del poker: questo è uno sport, da vivere con rigorosa preparazione fisica e psicologica, da affinare mediante sessioni di allenamento regolari.
Proprio per mantenere la mente e il corpo allenati, alcuni pokeristi tengono sempre d’occhio l’elenco aggiornato dei nuovi casino così da sperimentarsi in nuove varianti, diverse dal Texas Hold’Em, e in ritmi di gioco serrati. Al di là delle differenze tra poker online e offline, resta tuttavia valida una componente essenzialmente psicologica nel poker: questo è un duello tra le menti dei pokeristi, che vogliono battersi non soltanto con le carte, ma anche a suon di bluff, interpretazioni del linguaggio del corpo e dissimulazioni di varia natura. Come si deduce, il poker ha molto a che vedere con il talento dei giocatori, piuttosto che esclusivamente con il fato e le carte distribuite ai singoli pokeristi. Di questo, i giocatori di poker sono consapevoli, ma rinunciare a una certa dose di superstizione è comunque impossibile.
Aiutare la sorte al poker
Alcuni pokeristi assumono regolarmente delle precauzioni, più o meno scaramantiche, nel corso del gioco. Alcune di queste precauzioni riguardano chiaramente le carte, che vengono di solito coperte con un protettore: il suo ruolo è essenzialmente quello di far capire al dealer che il giocatore è ancora in gioco e non ha dato fold, per cui la sua mano non va toccata. Questa funzione pratica è arricchita dalla superstizione degli stessi pokeristi, dal momento che alcuni dei più famosi giocatori hanno deciso di proteggere le proprie carte con simboli scaramantici più o meno noti, o con oggetti particolari come un’arancia o dei fossili.
Come si deduce, molto dipende dai gusti personali, che si ripercuotono anche sulle mani di apertura preferite. Nello specifico, è opinione comune che una mano d’apertura data dalla coppia A-A sia la più fortunata, ma molti pokeristi di professione potrebbero pensarla diversamente, perché guidati dall’esperienza e dalla sorte a preferire altre combinazioni.
L’esperienza diretta spesso fa da apripista a particolari superstizioni, come quelle legate all’abbigliamento fortunato. Anche qui, però, come per i protettori delle carte, l’abbigliamento spesso finisce per avere una funzione estremamente pratica, oltre che scaramantica: ad esempio, un giocatore può decidere di portare sempre gli occhiali da sole dopo essersi piazzato bene al torneo in cui li ha usati per la prima volta, facendo così di questo accessorio un autentico portafortuna; in realtà, gli occhiali da sole possono rivelarsi perfetti per nascondere o contenere eventuali tic, così come per evitare di tradire emozioni positive o negative con il proprio sguardo. Come si sa, il bluff e la dissimulazione hanno un ruolo centrale nel poker, e felpe con cappucci, sciarpe e accessori coprenti aiutano molto sotto questo aspetto, oltre che svolgere alle volte un ruolo scaramantico.
Cosa non fare quando si gioca a poker
Chiaramente, come alcune strategie possono potenzialmente aiutare la sorte, altri comportamenti possono, con più o meno fondamento, compromettere una mano di gioco. Non esiste superstizione che si rispetti che non pretenda di avere un fondamento logico, e questo è il caso di quelle piccole credenze scaramantiche che caratterizzano le carte e i loro spostamenti a poker.
Di certo, alcune credenze si possono giustificare solo parzialmente: prendere le carte con la mano sinistra non dovrebbe compromettere in alcun modo una mano di poker, ma si tratta di un pensiero diffuso che non usare la mano destra possa portare male al pokerista. Apparentemente più fondate sono quelle superstizioni che indicano come cattivo segno la caduta accidentale di una carta per terra: di fondo, il pokerista potrebbe così aver svelato parte della propria mano, compromettendo di fatto il suo gioco.
Si dice porti male anche vedere le proprie carte prima che il dealer abbia distribuito la mano d’apertura a ciascun giocatore: anche qui, la spiegazione è pratica, perché vedere le carte prima degli altri vuol dire mandare in anticipo eventuali tell agli avversari, che hanno dunque più tempo per interpretarli.
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