Comerio | 5 Febbraio 2023

Regionali, Pennati: «In Lombardia ci vuole un cambio di passo, più lungimiranza e pianificazione»

Chiare le prioprità del consigliere di Comerio che si è candidato alle elezioni regionali con "Alleanza Verdi Sinistra": «Ci vuole una visione più strategia per far decollare la nostra Regione»

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Nato e cresciuto sulle pendici del Parco del Campo dei Fiori di Varese, Alessandro Pennati, consigliere comunale di Comerio, ha deciso di candidarsi alle elezioni regionali tra le fila di “Alleanza Verdi e Sinistra”, che sostiene Pierfrancesco Majorino come nuovo presidente di Regione Lombardia.

Da più di dieci anni collabora con le amministrazioni pubbliche: consigliere del BIM (Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Ticino) dal 2011, rappresentante di Comerio presso ACR (Associazione dei Comuni Rivieraschi) e AQST (Accordo Quadro risanamento e Sviluppo del Lago di Varese) e, appunto, consigliere comunale di Comerio dal 2021.

Dopo la Laurea specialistica in Scienze e Culture dell’Ambiente e del Paesaggio, è diventato educatore ambientale e insegnante, occupandosi anche di coordinare e condurre progetti di educazione ambientale, nel mettere in atto azioni di sensibilizzazione territoriale, e di insegnamento, collaborando con Comunità Montana Valli del Verbano, le scuole medie e superiori del territorio.

«È da anni che mi impegno per la tutela del nostro territorio, soprattuto del lago di Varese – esordisce Pennati -, e così dal 2021 ho deciso che, anche nel nostro piccolo, le cose possono e devono cambiare. Per questo mi sono candidato e sono stato eletto consigliere nel mio paese, a Comerio. Sono un educatore ambientale e lavorando nelle scuole ho capito quanto sia importante rendere consapevoli i nostri giovani, per la riuscita di qualsiasi progetto a medio-lungo termine: ambiente, lavoro, sanità, montagna».

Dodici i punti del programma sviluppato dal candidato consigliere regionali: la costruzione del futuro con i giovani e per i giovani, il miglioramento dei trasporti, soprattutto del servizio lungo le linee ferroviarie, l’energia rinnovabile, la salute pubblica, con più medici di base e ambulatori di prossimità, l’educazione ambientale e il lago da preservare, il mercato del lavoro, «meno precariato e più certezze», la montagna con il controllo delle popolazioni selvatiche e, non da ultimo, lo stop al consumo del suolo con il contrasto al dissesto idrogeologico.

«Si tratta di temi che riguardano non solo tutto la provincia, ma tutta la Regione – continua Pennati -. I nostri Comuni devono essere maggiormente sostenuti, non solo non hanno il potere economico per poter risolvere le criticità, ma non hanno neanche le risorse umane, gli uffici tecnici non ce la fanno a far tutto. Regione indice bandi, invita le amministrazioni a partecipare e poi politicamente se ne lava le mani, sono i funzionari a gestire e progettare gli interventi con sindaci e assessori. Regione deve dare indirizzi ben precisi, coordinare gli enti e mettere a sistema tutta la rete».

Gli esempi che sottolinea Pennati sono diversi, come il caso della balneabilità del lago di Varese, che ha una biodiversità enorme da tutelare: «Prima di dare una vocazione turistica ad un bacino come il nostro, sarebbe stato più opportuno impegnarsi a fondo sul tema dell’inquinamento. C’è un ecosistema da salvaguardare, ci sono delle zone che non possono avere una vocazione turistica balneabile, ma sarebbe più opportuno la avessero da un punto di vista ambientale. Si tratta di un cambio di paradigma, come per quanto riguarda il tema del lavoro».

Per Pennati, infatti, sarebbe opportuno che le aziende del Varesotto, soprattuto quelle che non hanno particolari forniture, rimanessero in provincia, mentre spesso si spostano all’estero o verso Milano, soprattuto dal nord del Varesotto. «Regione dovrebbe snellire il centralismo di Milano, dove ogni giorno arrivano e tornano a casa 500mila lavoratori pendolari – dichiara ancora Pennati -. Arricchire e dare maggiore appeal alle nostre province ci permetterebbe di progettare al meglio il futuro, andando oltre il fatto che i nostri frontalieri sono fortunatamente una risorsa per noi».

In questo senso, infatti, secondo Pennati, sarebbe fondamentale fermare il consumo di suolo e la cementificazione, andando a riqualificare le aree abbandonate, «enormi spazi urbani che sono e devono essere un’opportunità di riqualifica. Dire stop al consumo del suolo significa anche evitare problemi idrici e criticità che potrebbero danneggiare l’agricoltura. Da quando le province sono state “smontate”, a salvare i nostri piccoli paesi sono state solo le Comunità Montane».

«A mancare – rimarca ancora Pennati -, è il coordinamento centrale, quello regionale, sul territorio. I giovani devono essere coinvolti ora, non sempre sentire retoricamente “ci impegniamo per le future generazioni”. Le future generazioni sono quelle di oggi, ci vuole sempre un dialogo costruttivo, sopratutto dopo i danni enormi causati dal lockdown. Anche la spesa sul sociale per i ragazzi ha un’importanza di alto livello, è un investimento sul futuro, per generare ricchezza intellettuale».

E, infine, il consigliere di Comerio spiega il motivo per il quale i cittadini dovrebbero votarlo: «La mia intenzione è quella di cambiare il paradigma, cercare di innescare questo procedimento con l’esperienza e le competenze che ho accumulato in questi anni. L’obiettivo è quello di cambiare visione dall’alto, progettare a lungo termine partendo dalle esigenze del territorio e dei cittadini. In ogni caso, vi sono dei punti di forza a livello regionale, come il rapporto tra sanità ed ospedali universitari, ma ci vuole più pianificazione, lungimiranza e consapevolezza».

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