L’Università tecnologica di Kaunas, in Lituania, è al lavoro su un metodo innovativo e tecnologico per individuare in maniera precoce i sintomi del Parkinson, malattia neurodegenerativa di cui, ad oggi, soffrono circa 10 milioni di persone in tutto il mondo.
Lo studio, come riporta Il Corriere della Sera, si concentra sui segnali che possono manifestarsi fino a 10 anni prima della diagnosi di malattia. Prima dei sintomi più diffusi: tremori, rigidità.
Oltre ai sintomi più noti ne esistono altri che hanno a che fare con le alterazioni della voce, che tende a diventare più flebile. Altre persone, come detto già parecchio tempo prima della diagnosi, iniziano inoltre ad accusare difficoltà di linguaggio, soprattutto nella pronuncia delle parole. E’ attorno a questi fattori che si sta concentrando lo studio del gruppo di ricercatori lituani.
Uno studio, spiega Il Corriere, che ruota attorno all’impiego dell’intelligenza artificiale, con cui il gruppo di esperti sta sperimentando un metodo di analisi dei dati vocali ottenuti da registrazioni di discorsi pronunciati dai pazienti, attraverso il quale intercettare i sintomi riconducibili alla patologia. Il metodo inoltre, dovrà risultare utile – oltre che per la diagnosi – per il monitoraggio degli effetti prodotti dalle terapie.
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