Milano | 26 Gennaio 2023

“Anna, diario figlio della Shoah”: la fotografa luinese Giovanna Marino in mostra a Milano

In occasione della messa in scena dello spettacolo di Tony Lofaro al Teatro Lirico “Gaber” verranno esposte anche gli emozionanti scatti realizzati dalla nota fotografa

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Il lavoro di fotografia di scena realizzato per uno spettacolo dedicato al tema dell’Olocausto, da cui traspaiono emozioni veramente intense, porterà gli scatti della fotografa luinese Giovanna Marino a trovare uno spazio tutto per lei nella mostra che verrà allestita il prossimo 31 gennaio al Teatro Lirico “Giorgio Gaber” di Milano.

L’occasione è quella della messa in scena di “Anna, diario figlio della Shoah”, lavoro di danza e prosa scritto e diretto dal regista e coreografo Tony Lofaro che in questi giorni in cui ricorre la Giornata della Memoria, prima di toccare il capoluogo lombardo, calcherà i palchi dei teatri di Cantù (oggi e domani) e di Ivrea (sabato 28).

Ritratti e immagini degli artisti in scena e dietro le quinte che fanno emergere tutta la loro forza espressiva, raccontati attraverso l’obiettivo della macchina fotografica e lo sguardo di Giovanna Marino, sono il frutto di «un lavoro intenso, quasi intimo, dove poche parole in alcuni casi assenti, hanno fatto arrivare occhi e volti vibranti – racconta la fotografa – Raccontare e ritrarre è per me molto importante, è certamente un dialogo tra le parti dove io cerco risposte e dove spesso chi viene ritratto mi dà le sue risposte».

«Sono tanti i sopravvissuti ai campi di sterminio che raccontano, a distanza di più di settant’anni, la nitidezza di alcune immagini, visi, espressioni cementate nel ricordo. Negli scatti di Giovanna Marino, – afferma Lofaro – grazie al dono che possiede di rendere una fotografia reale e concreta, i silenzi, le emozioni confuse e in contrasto fra loro diventano poesia, come fiori rari che nascono in un miracolo d’amore. Nonostante tutto, nonostante l’orrore».

Lo spettacolo “Anna, diario figlio della Shoah” è nato e cresciuto in nome del ricordo e della memoria. La messa in scena, in un atto unico, unisce musica, danza e prosa in un viaggio che accompagna il pubblico partendo dai giorni di prigionia nel nascondiglio della famiglia Frank sino ai campi di sterminio nazisti. Si snoda così uno spettacolo suggestivo, emozionante, struggente, in un allestimento di forte impatto visivo ed emozionale, con una colonna sonora dal taglio cinematografico.

La storia della giovane Anna Frank è raccontata e vissuta dagli occhi e dalle parole del padre Otto Frank, unico superstite della famiglia e unico ruolo di parola in scena; ad accompagnare i due protagonisti ci sono otto danzatori solisti e una grande ensemble di circa 20 elementi.

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