(Dal sito www.vconews.it) Un detenuto ristretto presso il carcere di Torino verso le 13.30 di martedì 17 gennaio ha tentato di evadere scavalcando a mani nude il muro che circonda il cortile, dirigendosi poi verso un padiglione, dove si è arrampicato appendendosi alle grate delle celle, fino a raggiungere il terzo piano.
Si tratta del cittadino svizzero che lo scorso ottobre aveva seminato il panico sul lago Maggiore aggirandosi per strada con un fucile.
E’ stato necessario richiedere l’intervento dei vigili del fuoco che sono arrivati in forza e in supporto del personale, anche con l’ausilio di un autoscala, e dopo un’estenuante trattativa tenuta dal personale di Polizia penitenziaria, il detenuto si è fatto ammanettare. A dare la notizia sono le organizzazioni rappresentative del Corpo di Polizia penitenziaria: Sinappe, Osapp, Uil Pa PP, Fns Cisl e Cgil FP PP del comparto sicurezza.
I sindacati sottolineano: “Lo abbiamo detto in tutti modi che il carcere di Torino è ormai in balia di una evidente e dilagante prepotenza da parte dei detenuti, giunti ad aggredire, con impressionante disinvoltura, gli agenti e che non vogliono persino essere trasferiti altrove trovando evidentemente in tale istituto assenza di un efficace regime disciplinare e di controllo da parte dell’amministrazione, con serie ed ovvie ripercussioni sulla sicurezza di tutti come dimostra l’assenza di medici disposti a lavorare in istituto. Invochiamo con forza l’intervento del Ministro e del nuovo capo del Dap affinché assumano urgenti correttivi non più procrastinabili a tutela anche della sicurezza pubblica”.
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