«Quasi non ci si accorge che ci sono»: è una presenza discreta, come afferma la sindaca Rossella Magnani, eppure, in appena tre mesi, si è già rivelata estremamente utile e importante per la comunità di Cittiglio.
È quella dei volontari della Guardia Nazionale, associazione che dal 1997 supporta le amministrazioni locali nella prevenzione, nella gestione del territorio e nella sicurezza urbana, intervenendo anche in emergenze di Protezione Civile e di soccorso.
E anche nel piccolo Comune del Medio Verbano è questo il loro incarico: l’input dato dal Comune è infatti quello di svolgere un ruolo legato alle attività di osservazione e segnalazione in merito, in particolare, all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, alla tutela del territorio e alle situazioni o atteggiamenti non consoni che possono creare problemi alla collettività.
Non possono intervenire direttamente, questi volontari, ma il contatto diretto con il Comune e le forze dell’ordine rende tale collaborazione un supporto davvero importante per queste realtà, anche solo come deterrente per comportamenti poco civili.
Un esempio in questo senso arriva da quanto accaduto pochi giorni fa, a cavallo della notte di Capodanno. A raccontarcelo è la stessa prima cittadina: «L’ordinanza con le limitazioni ai botti si può dire che abbia funzionato abbastanza. Certo, c’è stato lo stesso chi ha sparato, ma in modo più contenuto rispetto al solito, anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi all’ultimo dell’anno. In questa occasione in particolare i volontari della Guardia Nazionale erano attivi sul territorio e sono intervenuti intercettando e segnalando alle forze dell’ordine un gruppo di 14 giovani, tra cui una dozzina di minorenni di Cittiglio, Brenta e Sangiano, che giravano per tutto il paese sparando petardi».
Ma il contributo che questi volontari danno alla comunità cittigliese non è solo in termini di maggior sicurezza. La loro sede, infatti, è stata ricavata all’interno degli spazi del museo dedicato ad Alfredo Binda, al piano superiore della stazione ferroviaria, e per questo motivo la loro presenza riesce anche a garantire l’apertura dei locali che ospitano i cimeli e materiali storici relativi alla vita e alla carriera del “Campionissimo” nei pomeriggi del fine settimana, per alcune ore.
«Era un nostro obiettivo e siamo contenti di esser riusciti a riaprire al pubblico il nostro piccolo museo – conclude Magnani – È un gioiellino e merita davvero tanta attenzione. Ne approfitto anche per ricordare la possibilità di visite su richiesta per scuole o piccoli gruppi turistici, ad esempio: è sufficiente rivolgersi al Comune».
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