«Fontana annuncia l’apertura di una Casa di Comunità a Laveno Mombello, ma è solo l’ennesima operazione estetica fatta di insegne e nomi nuovi, muri ridipinti»: a denunciarlo è il consigliere regionale e capogruppo del Pd in Commissione Sanità Samuele Astuti.
«Intimorita dalla paura di non rispettare i parametri necessari per beneficiare dei fondi Pnrr – prosegue – la giunta Fontana annuncia l’apertura di una Casa di comunità a Laveno Mombello, ma ancora una volta dietro le parole non c’è nulla. Si elencano servizi attivi, come l’infermiere di famiglia che in realtà è attivo già dal febbraio scorso, ma per il resto mancano lo sportello CUP – Centro Unico Prenotazioni e i vari servizi di specialistica ambulatoriale. L’unica novità è il trasferimento da Cittiglio della Continuità assistenziale (ex guardia medica)».
«Non c’è da stupirsi – attacca Astuti –, da mesi Fontana inaugura strutture che risultano poi essere in parte vuote, non in grado di intercettare i bisogni di salute del territorio. I cittadini dell’area di Laveno Mombello avrebbero davvero bisogno di una casa di Comunità, anche per avere un accesso alle cure alternativo al pronto soccorso di Cittiglio, gravato da troppi accessi in codice bianco e verde. Ma purtroppo non troveranno alcuna reale risposta nella struttura annunciata».
«Dietro la semplice “riverniciatura” della Casa di Comunità di Laveno Mombello – conclude il consigliere dem – c’è in realtà il gravissimo problema della carenza di personale che Fontana e la sua giunta non hanno mai affrontato seriamente. Non è possibile trovare operatori sanitari per le Case di Comunità mentre i reparti degli ospedali vivono in condizioni altrettanto critiche. Per rimediare alla mancanza di personale sanitario è necessario rivedere i contratti specifici integrativi e aumentare i compensi per evitare la fuga dal pubblico al privato, o il trasferimento nella vicina Svizzera».
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