Appuntamento natalizio con la storia germignaghese grazie all’ultimo post pubblicato dallo storico locale Renzo Fazio sulla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”.
Lo spunto per raccontare aneddoti e curiosità questa settimana arriva dal contenuto di una grossa scatola salvata dal macero e messa nelle mani dello storico, affinché potesse passare in rassegna il contenuto per individuare eventuali elementi d’interesse tra gli oggetti appartenuti ad una famiglia del paese senza più discendenti.
Il risultato di questa ricerca tra fotografie, opuscoli d’epoca, ritagli di giornale e molto altro, è stato soddisfacente. Parte del materiale salvato si lega al contesto natalizio e alle festività di fine anno, ed ecco spiegato il motivo del racconto odierno: una busta ingiallita dal tempo e contenente una serie di letterine scritte ogni anno per il giorno di Natale da una bambina classe 1899 al padre, tra il 1905 e il 1911.
Di seguito un estratto del post pubblicato nelle scorse ore sulla pagina Facebook germignaghese.
Ognuna di queste contiene affettuosi pensieri, scritti ad inchiostro su eleganti fogli di carta, ora ingialliti, con decorazioni in rilievo a secco e margini fustellati, così come i motivi floreali a colori applicati sulla prima pagina.
La grafia incerta nelle prime letterine, diventa rapidamente più curata e infine elegante e ordinata, in quelle più recenti. Progressi confermati anche dalle positive votazioni riportate nell’attestato di frequenza e di promozione dell’anno 1906 e nel certificato degli esami di compimento del corso elementare inferiore dell’anno 1908 (anche questi conservati nella busta ingiallita…) dove venivano valutati per le prove scritte: il componimento in italiano, la scrittura sotto dettatura e la calligrafia.
Ovviamente belle anche da leggere, nella loro semplicità, ma con tanto, tanto amore. La prima letterina dell’anno 1905, la più corta di tutte in quanto la bimba aveva da pochi mesi iniziato la scuola, così riporta: “Ottimo papà, fate buon Natale. Io sarò buona, sarò ubbidiente in tutto. Vivete sani e felici, vi do un bacio”.
L’anno successivo invece: “Caro babbo, che ti voglio tanto bene lo sai perché te l’ho detto sempre, ma senza l’aiuto degli altri non te lo avevo scritto mai”. Mentre nel giorno di Natale del 1908 così iniziava lo scritto: “caro babbo, come sono contenta di saper scrivere una letterina per farti i miei auguri per il Natale…”.
Non so se anche a Voi queste letterine suscitano qualche emozione, in ogni caso, io le conserverò ancora a lungo (o almeno lo spero…). Condividendole oggi, auguro a tutti buon Natale!!!
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