Cura dell’ambiente, cucina con prodotti locali delle valli luinesi a km zero, ospitalità “sartoriale” ritagliata su misura per camminatori, turisti amanti della montagna.
Riparte da qui la nuova vita dell’ostello di Monteviasco che diventa così “foresteria lombarda”, grazie al bando pubblico per la parziale ristrutturazione e la gestione in comodato d’uso gratuito per 5 anni dell’immobile comunale al centro del borgo montano rimasto senza mezzo di trasporto nel novembre 2018, la sua funivia.
Ad aggiudicarselo è stata la società “Pizzeria Sorriso” di Albusciago di Sumirago, con una proposta valutata positivamente dalla Commissione esaminatrice che ne ha valutate in tutto cinque. Il termine foresteria lombarda identifica quelle strutture ricettive gestite in non più di sei camere, con un massimo di quattordici posti letto da chi, anche in un immobile diverso da quello di residenza, fornisce alloggio ed eventuali servizi complementari, compresa la somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente per le persone alloggiate.
Il sindaco Nora Sahnane ha espresso soddisfazione per l’interesse che si è generato proprio attorno a questo bando, «Un segnale verso Monteviasco – dice – ma anche per tutta la valle che vedrà la nascita di un luogo di accoglienza per i molti turisti che pure senza funivia, soprattutto camminatori, raggiungono la vetta»,
Laura Xota e Paolo Olivetto, i titolari della società che si è aggiudicata il bando, hanno progettato una serie di interventi che, come detto, guardano al risparmio di risorse di cui tanto si parla in questo ultimo periodo: energia, con l’installazione di luci a led; al consumo consapevole e corretto dell’acqua tramite rubinetterie in grado di limitare gli sprechi.
«Attenzione – hanno spiegato i nuovi responsabili del contratto che sarà firmato nei prossimi giorni -, verrà prestata anche alle fasi di ristrutturazione dell’immobile con l’utilizzo di vernici ecosostenibili».
Non da ultimo, per un posto pubblico che ospita persone, che cuoce e somministra cibi e bevande, ci sarà il controllo della produzione di rifiuti che, senza funivia, può essere portato giù in momenti precisi solo con la teleferica. O a spalla a piedi per la mulattiera di 1400 gradini. «Per questo motivo – raccontano i nuovi gestori – sarà fatto ogni sforzo per produrne di meno con alcuni accorgimenti che saranno poi comunicati nel tempo».
«Sarà un’esperienza importante – sottolineano i vincitori del bando che conoscono molto bene questo borgo – e con piacere abbiamo avuto da subito molti messaggi di persone del territorio che hanno offerto il loro aiuto, i loro consigli. Si è creata da subito una cosa preziosa che è la consapevolezza del valore di fare rete tra associazioni e persone per il bene di un paese che merita di essere preso in seria considerazione. Indipendentemente dalla vicenda “funivia”», concludono Xota e Olivetto. «La parola d’ordine per tutti noi deve essere ripartire».
© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0