Due nord africani sono finiti in manette nell’ambito di una delle operazioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotte nelle aree boschive delle valli dell’alto Varesotto dai carabinieri della Compagnia di Luino.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della città lacustre, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi delle Stazioni di Cuvio e Laveno Mombello, durante un appostamento hanno individuato i due soggetti intenti a servire gli acquirenti in via Fabi, nel Comune di Cugliate Fabiasco, in una località conosciuta come “la rete verde” per la presenza di una vecchia ed obsoleta recinzione che costeggia la provinciale che collega Cugliate e Montegrino Valtravaglia. I fermati sono due marocchini, clandestini e già censiti sul territorio, che sono stati accompagnati negli uffici del Comando di Luino per le operazioni di fotosegnalamento e la successiva traduzione in carcere ai Miogni di Varese.
I militari sono rimasti per diverse ore fermi e mimetizzati nel bosco adiacente l’area interessata dallo spaccio per documentare il via vai delle auto dei tossicodipendenti che raggiungevano il luogo di spaccio, e per attendere il momento propizio per intervenire. Una volta bloccati, i due extracomunitari sono stati trovati in possesso di quasi due etti di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina ed hashish, circa 5.000 euro di provento dell’attività di spaccio, 200 franchi svizzeri, 3 telefoni cellulari, un bilancino di precisione nonché materiale per il confezionamento delle dosi.
Dai controlli è inoltre emersa la proficua attività di spaccio posta in essere dai due nelle ore precedenti all’arresto e nell’area interessata dall’intervento dei carabinieri. Nel corso del servizio sono stati poi sanzionati tre acquirenti, per i quali è stato disposto il ritiro della patente di guida. Il denaro rinvenuto era in larga parte confezionato con della pellicola trasparente.
Ancora una volta determinanti sono state le segnalazioni arrivate negli scorsi giorni dai cittadini e nello specifico dai cacciatori che, durante le loro battute, sono soliti individuare i bivacchi degli spacciatori, consentendo ai militari di porre sotto attenzione determinate aree e monitorare il flusso sospetto dei malintenzionati.
Oltre alle piccole quantità di droga che vengono confezionate di volta in volta e custodite segretamente sotto le radici di qualche albero qua e là, piuttosto che sotto qualche roccia o sasso, dalle indagini dei carabinieri continua ad emergere che gli spacciatori sono attrezzati con tutto il necessario per la sopravvivenza e l’attività illecita nei boschi, ovvero tende per dormire, sacchi a pelo e coperte, appositi cellulari utilizzati per ricevere gli ordini e per stabilire il punto preciso della cessione, batterie portatili per la ricarica dei dispositivi elettronici, guanti da lavoro, torce elettriche ricaricabili per fare luce nelle ore notturne.
Durante gli accertamenti è emerso che uno dei due arrestati era anche destinatario di un ordine di esecuzione pena detentiva emesso dalla Procura della Repubblica di Varese, dovendo scontare una pena di 2 anni, 5 mesi e 25 giorni, in relazione a diverse condanne accumulate negli anni scorsi per vari reati. L’altro arrestato era invece destinatario di numerosi ordini di espulsione emessi dalla Questura. L’arresto è stato convalidato dal gip del Tribunale di Varese, che ha disposto la custodia cautelare in carcere dei due marocchini, la cui definitiva responsabilità dovrà essere ovviamente accertata nel corso del giudizio.
Dall’inizio dell’anno i Carabinieri della Compagnia di Luino, coadiuvati dai militari delle Stazioni interessate dal fenomeno in analisi, a seguito di numerose operazioni condotte contro lo spaccio di sostanze stupefacenti in Valcuvia e in Valganna, hanno tratto in arresto circa trenta persone, quasi tutti clandestini di origine marocchina, sequestrato oltre un chilo e mezzo di sostanze stupefacenti di vario genere e circa 12.000 euro. Tutte le operazioni hanno consentito di accertare la solita tecnica, ovvero la cessione di sostanze stupefacenti a clienti occasionali, utilizzando i boschi delle valli come luogo dove installare un bivacco temporaneo dentro il quale intrattenersi per qualche giorno per poi spostarsi in un altro comune. E in un altro bosco.
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0