Italia | 29 Novembre 2022

“Maxibonus” di Natale alla Camera: 5.500 euro ai deputati per acquistare smartphone, pc o tablet

Contributo raddoppiato ed eliminate anche le penali che limitavano l’erogazione dei fondi. Ma cala la dotazione di spesa per la cancelleria: in tutto saranno 7.250 euro di contributi a legislatura

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Un “maxibonus” di Natale da 5.500 euro in arrivo a dicembre per tutti i deputati: lo scorso 24 novembre, come ha spiegato il quotidiano La Repubblica, i questori della Camera Paolo Trancassini (Fratelli d’Italia), Alessandro Manuel Benvenuto (Lega) e Filippo Scerra (Movimento 5 Stelle) hanno firmato una determina che dà l’ok a questo rimborso spese che andrà a soddisfare le «esigenze individuali di aggiornamento tecnologico».

La cifra è poco più del doppio di quella prevista nella legislatura precedente, sotto la presidenza di Roberto Fico, quando tale bonus ammontava a 2.500 euro, e servirà, durante tutta la durata della legislatura, per acquistare dispositivi come smartphone, pc, tablet, cuffie o monitor fino a 34 pollici.

Come ha raccontato un ex questore di Montecitorio a La Repubblica, alcuni deputati «dicevano che 2.500 euro non bastavano. Ma visto che si trattava di un provvedimento una tantum, che viene stabilito all’inizio del mandato, non abbiamo pensato di ritoccarlo».

A vagliare le spese dei deputati sarà il collegio dei questori, ma c’è un’ulteriore novità rispetto al 2018 oltre all’ammontare del bonus: allora la maggioranza targata M5S aveva previsto alcune penali per limitare l’erogazione di questi fondi ai parlamentari che effettivamente fossero presenti in aula.

Erano state ad esempio stabilite delle trattenute, nel caso in cui un parlamentare non partecipasse ad almeno il 50% delle sedute o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico, per risparmiare sulla carta. Limiti che ora non esistono più.

Con il numero numero di parlamentari dimezzato, tale bonus natalizio non andrà a pesare maggiormente sulle casse dello Stato, ma anzi, secondo quanto ha spiegato Sierra a Il Fatto Quotidiano, con la rimodulazione delle spese per la cancelleria, che scendono a 1.750 euro a legislatura, «la dotazione complessiva è inferiore a quella della precedente: si passa da 7.500 a 7.250».

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