Ancora disagi e problemi evidenziati dagli studenti che frequentano l’I.S.I.S. “Città di Luino – C. Volontè”, a causa delle basse temperature presenti all’interno di una classe, la 5ªA AFM, nonostante varie mail e richieste di intervento inviate all’ente competente, la Provincia di Varese, dopo diverse segnalazioni effettuate ai tecnici all’interno dell’istituto.
«La classe di mia figlia (aula 23) è da alcune settimane che è al freddo (16,2° misurati dal tecnico). In data odierna (ieri mattina, ndr), dopo ripetute sollecitazioni le ragazze della classe 5 A AFM hanno deciso di comune accordo con i genitori di protestare all’esterno dell’istituto per la situazione insostenibile», scrive la mamma di una ragazza di quinta alla nostra redazione.
«In alcune circostanze, durante l’orario scolastico – continua a raccontare la signora -, alunni e alunne sono costretti a recarsi all’esterno della struttura per riscaldarsi, alla luce naturale del sole, oppure portare coperte da casa e coprirsi con diversi strati di vestiti. Questa situazione ha portato qualcuno ad ammalarsi e, una volta guariti a casa, avere una nuova ricaduta appena rientrati. Tutto ciò inficia sul regolare svolgimento delle lezioni».
Così, ieri mattina, all’ennesima situazione di freddo in classe, le ragazze sono uscite all’esterno della scuola e si sono sedute all’ingresso. Una volta arrivata la preside a scuola ha notato l’insolita presenza di queste ragazze per terra e con addosso alcune coperte: sono state proprio loro a spiegare che stavano protestando per il freddo nella loro aula.
Dopo pochi minuti è stato un professore a raggiungere le alunne dicendo loro che la dirigente scolastica le aveva convocate. «Sono venuta a conoscenza dei disagi questa mattina (ieri, ndr) – spiega la preside Antonella Capitanio -, quando arrivando a scuola ho visto sette ragazze sedute per terra. Ho chiesto loro cosa stessero facendo e mi hanno riferito che stavano protestando perchè in classe avevano freddo. Mi hanno detto “fa più caldo fuori che dentro”. Così ho fatto misurare le temperature, dentro e fuori: all’interno vi erano 16 gradi, all’esterno 6, quindi già dire quella frase non corrisponde a realtà».
«Una volta entrata a scuola – continua la preside -, ho chiamato nel mio ufficio le ragazze. Ho chiesto per quale ragione non mi avessero mai detto nulla e mi hanno riferito di aver sempre segnalato i disagi ai tecnici, che a loro volta hanno sempre informato la Provincia di Varese. Mi è stato detto dalle ragazze che da un mese non poniamo attenzione a questo problema, cosa non vera. In presidenza c’è la stessa temperatura, non siamo privilegiati… mi preoccupo di risolvere i problemi che ci segnalano i nostri studenti. Per questo ragione, dopo un confronto con loro e dopo aver chiamato i funzionari di Villa Recalcati, che interverranno il prima possibile, sono tornate in classe, senza perdere ulteriori ore di lezioni e senza rischiare di ammalarsi».
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