«Piena solidarietà a chi ha recentemente denunciato alcune delle problematiche presenti all’ospedale di Luino».
Inizia così la lettera inviata alla nostra redazione da una cittadina dell’alto Varesotto, con un chiaro riferimento alle criticità del nosocomio lacustre riportate all’attenzione dell’amministrazione comunale, durante l’ultima assemblea pubblica, dal consigliere di minoranza Franco Compagnoni, che è anche cardiologo dell’ospedale di via Forlanini (qui i dettagli).
Carenze strutturali e organizzative, quelle evidenziate da Compagnoni – e poi contestate dall’azienda con un lungo comunicato stampa – a cui oggi si aggiunge una testimonianza proveniente dall’utenza e riguardante, nello specifico, l’aspetto organizzativo della struttura ospedaliera, peraltro in un ambito, quello della radiologia, menzionato proprio da Compagnoni nel suo appello rivolto alla giunta Bianchi, affinché le istituzioni cittadine, nell’interesse della comunità, non smettano di battersi per un ospedale più efficiente.
Di seguito il testo della lettera.
Con questa lettera vorrei esprimere la mia piena solidarietà a chi ha denunciato alcune delle problematiche presenti all’interno dell’ospedale di Luino.
Lo scorso 18 novembre mi sono recata al pronto soccorso per accompagnare mia sorella, vittima di un incidente domestico che le ha procurato una distorsione al ginocchio sinistro. Arrivate alle 13.30, siamo uscite alle 22.30.
La sala d’attesa all’inizio non era gremita di persone, ma con il passare del tempo è aumentato il numero dei presenti. Tra questi, anche una donna in stato interessante ed una bambina piccola: entrambe hanno dovuto aspettare diverse ore prima di essere chiamate.
Il personale infermieristico capiva la nostra situazione. I disagi non dipendevano da loro ma dall’esiguità del personale medico del pronto soccorso. Non è accettabile che vi sia un solo tecnico radiologo all’ospedale di Luino. Un solo tecnico che deve destreggiarsi tra il pronto soccorso e i medici che lo chiamano in sala operatoria.
Non si può asserire che all’ospedale di Luino non vi siano problemi. Perché questo non corrisponde al vero. Non si può nemmeno – ma ormai è consuetudine – aspettare otto ore per una lastra. E, soprattutto, non si può far pagare le conseguenze delle scelte di gestione della struttura a coloro che hanno bisogno di cure urgenti.
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