Succede talvolta, soprattutto in occasione dell’iscrizione al Registro Imprese o nel periodo di versamento del diritto annuale, che purtroppo siano spediti alle imprese dei bollettini di pagamento ingannevoli, con diciture che possono indurre a credere che provengano dalla Camera di Commercio Varese: «Attenzione, non si tratta di richieste che giungono dall’ente camerale», avvisano da piazza Monte Grappa.
Il diritto annuale è un tributo che le imprese pagano esclusivamente tramite modello F24 e non con bollettino postale o bonifico bancario. Il termine di pagamento, inoltre, coincide con quello per il primo acconto delle imposte sui redditi, fatta eccezione per imprese che si iscrivono per la prima volta, e che devono versare il diritto annuale per il primo anno di iscrizione entro 30 giorni dall’iscrizione stessa. Collegandosi all’indirizzo web https://www.va.camcom.it/index.php?id_sezione=958 è possibile visionare un elenco, non esaustivo, di bollettini che possono indurre in errore.
L’ente camerale varesino ribadisce poi come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbia considerato queste iniziative come pubblicità ingannevole, in quanto chi le organizza non è in alcun modo collegato alle Camere di Commercio e svolge attività di pubblicazione e vendita di riviste e fogli informativi a fini di lucro.
Dal sito della stessa Autorità (www.acgm.it), è possibile scaricare il vademecum anti-inganni “Io non ci casco!” contro le indebite richieste di pagamento alle aziende. Il vademecum, fra l’altro, specifica cosa deve insospettire e come difendersi. Prima di tutto, non è chiaro chi sia il mittente né in cosa consista il servizio e ci sono evidenti errori grammaticali (sono spesso pessime traduzioni). Inoltre, in fondo alla prima pagina oppure in quelle successive, c’è un testo fitto di clausole contrattuali incomprensibili ed è lì che si nasconde l’inganno.
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