Dopo undici anni dall’ultima visita, un Capo dello Stato è tornato a Varese: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, infatti, questa mattina ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Insubria di Varese, ateneo che festeggerà 25 anni nel 2023.
Ad accogliere Mattarella era presente anche il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il Prefetto di Varese, Salvatore Rosario Pasquariello, il presidente della Provincia, Emanuele Antonelli, il sindaco della città, Davide Galimbert, diversi deputati e senatori del territorio, le autorità e numerosi sindaci.
Dopo una breve visita dell’ateneo Mattarella è stato accolto, al suo arrivo in aula magna, da un lungo applauso dei presenti, tutti in piedi, preceduto dall’esecuzione dell’inno nazionale. Prima delle parole di Mattarella, a salire sul palco sono stati il Rettore Tagliabue e la ministro Bernini. Successivamente sono state effettuate due brevi relazioni da Margherita Crespi, rappresentante degli studenti nel Senato accademico, e da Cecilia Pellicanò per il personale tecnico-amministrativo.
«Per quanto riguarda i progetti – ha affermato il rettore dell’Università dell’Insubria, Angelo Tagliabue -, la sfida più attuale è quella del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza: il primo grande risultato ottenuto è che il nostro Ateneo gestirà più di 8 milioni di euro nell’ambito del progetto “Nodes – Nord Ovest Digitale e Sostenibile” per tematiche quali Industria della cultura e del Turismo e Tecnologie green e industria sostenibile».
«Per sostenere voi giovani e rendere l’Italia più attrattiva dobbiamo dare sempre più forza, valore e valori all’università e alla ricerca – ha spiegato il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini -. Il Pnrr indica un percorso ambizioso per i prossimi anni per quantità e qualità. Non è infatti solo un grande programma di investimento, ma un mondo che cambia, una nuova prospettiva fatta di riforme e investimenti».
«Varese è una città che ha una vocazione europea, non solo per la sua posizione geografica, ma perché è un luogo di scambio, ed è dallo scambio che nasce il confronto. Che quando è aperto e costruttivo porta ad una crescita comune. Immaginare i valori condivisi è un primo punto fondamentale per costruire la crescita», ha aggiunto Bernini.
A concludere la cerimonia è stato proprio il Capo di Stato, con un lungo intervento: «L’Europa, dopo essere stato teatro di guerre fratricide, è diventata un continente di pace e deve continuare a trasmettere valori di pace anche in questo momento segnato dalla guerra – ha detto nel suo intervento il Presidente della Repubblica -. Nell’Unione Europea l’integrazione va costruita continuamente, giorno per giorno, non soltanto perché tuttora incompleta, ma anche perché mutano le condizioni».
«Occorre continuare, malgrado ogni tanto affiorino illusioni di ritorni indietro, di tornare a un tempo che non c’è più perchè ci sono sfide, da quella sanitaria a quella climatica a quella migratoria a quella dell’economia globale. Tutte le sfide più importanti che abbiamo di fronte richiedono integrazione, dalla sfida climatica a quella migratoria in gran parte indotta dai mutamenti climatici, ci sono impegni che nessuno stato è in grado da solo di affrontare, ma che richiedono una comune azione nell’ambito continentale. Questo è il nostro compito oggi».
«Cinque anni fa abbiamo ricordato i 60 anni del Trattato di Roma. Si è celebrato a Roma un grande incontro dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione. Ovviamente era il Governo presente perché compete al Governo la politica estera non compete al Presidente della Repubblica», ha concluso Mattarella. La visita del capo dello Stato è proseguita con il taglio del nastro del nuovo Palaghiaccio.
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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