Maccagno | 14 Novembre 2022

Maccagno, il nuovo eliporto all’interno di un parco botanico

Il progetto messo in cantiere dal Comune è quello di creare «un’attrazione turistica dall’elevato valore naturalistico», riqualificando l’area. Passera: «Se sarò rieletto lo porterò a termine»

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Un progetto ambizioso, che guarda al futuro e al turismo senza tralasciare la sostenibilità: è quello del nuovo eliporto di Maccagno con Pino e Veddasca.

L’area verde situata fra il campo sportivo e il Civico Museo “Parisi Valle”, infatti, è destinata a cambiare volto in maniera importante, secondo quanto racconta l’amministrazione comunale che, dopo aver annunciato alcune settimane fa la prossima realizzazione di un’opera di street art sul muro esterno del campo, ha presentato ai cittadini, attraverso le pagine social del gruppo Impegno Civico MPV, un primo rendering di come diventerà dopo l’ingente intervento.

La proposta ideata dallo Studio Paesaggistico MaMa di Mirandola (Modena) prevede la realizzazione di un grande parco botanico – una sorta di “Villa Taranto in miniatura”, la definisce il sindaco Fabio Passerache andrà a circondare la piazzola di atterraggio degli elicotteri. Piazzola che verrà dotata di tutto quanto occorre per poter operare al meglio anche durante la notte, qualora sia necessario.

All’interno di questo parco che andrà quindi a ravvivare ancora di più la zona – adiacente anche all’area camper e frequentata anche da moltissimi turisti – vi saranno due zone naturali differenti: una caratterizzata da essenze arboree alpine, con una collezione di conifere nane, e una nella quale verrà realizzato un giardino mediterraneo con arbusti, erbacee perenni e graminacee. Il tutto, spiega il Comune, con un’estrema attenzione verso l’uso dell’acqua, un bene di cui prendersi ancora più cura dopo la forte crisi idrica vissuta in questi mesi, e la manutenzione, ridotta anch’essa al minimo.

Insomma, un progetto con cui Maccagno intende aggiungere un’ulteriore attrazione turistica al proprio territorio, caratterizzata in questo caso «dall’elevato valore naturalistico», unendola a quello che oramai è «un elemento indispensabile» sia per la sicurezza e il soccorso dei cittadini sia per l’utilizzo sempre più ampio che viene fatto degli elicotteri, ad esempio, nei cantieri.

«Non volevamo fare “un eliporto e basta” – chiosa il primo cittadino – Abbiamo scelto quell’area per il decollo e l’atterraggio dei velivoli dopo aver rifatto il terreno di gioco del campo sportivo in materiale sintetico, ragion per cui non si poteva più usare per non rischiare di rovinarlo, ma avevamo già in mente un’idea più ampia».

«Al momento stiamo effettuando tutta una serie di verifiche, rilievi e controlli anche sul lato amministrativo per poter ottenere i permessi necessari. Manca circa un anno e mezzo alla fine del mio mandato – conclude Passera – quindi mi auguro di riuscire ad avviare il progetto e, se sarò rieletto, lo porterò sicuramente a termine».

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