«Nel mio cuore e nella mia cittadina sono rimasti un profondo senso di amicizia e di cooperazione. È stata una storia bella da vivere e ancora più bella da raccontare». Con queste parole il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera ha introdotto il debriefing di Odescalchi 2022, l’imponente esercitazione transfrontaliera di protezione civile tenutasi nel paese lacustre lo scorso giugno.
Quella che si è svolta questa mattina nell’auditorium di via Valsecchi, alla presenza di tutte le realtà che a vario titolo vi hanno preso parte, è l’ultima fase – quella di valutazione – del grande lavoro svolto a partire dal 2019 e che ha visto confrontarsi per molto tempo numerosi soggetti, dai rappresentanti degli Eserciti italiano e svizzero a quelli della Direzione Generale Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, fino al Prefetto di Varese, alle forze dell’ordine, agli enti e alle amministrazioni locali al di qua e al di là del confine.
E non solo, perché sono stati davvero tanti e variegati gli aspetti presi in considerazione nell’organizzazione di questa seconda edizione di Odescalchi, dopo la prima effettuata nel 2016 nel Comasco, che hanno coinvolto, ad esempio, anche Politecnico di Milano e SUPSI e che hanno saputo mettere in relazione tra loro modalità operative, linguaggi e soprattutto persone con background e competenze differenti.
Il tutto con l’obiettivo di dare sempre maggiore concretezza alla convenzione stipulata fra Italia e Svizzera già nel 1998 in materia di cooperazione nell’ottica della previsione e della prevenzione dei rischi maggiori e di assistenza reciproca in caso di catastrofi naturali o dovute all’uomo, cercando di creare una sorta di ponte in cui mettere a sistema gli strumenti, le capacità, le attività di coordinamento e i comportamenti corretti da adottare per essere il più possibile preparati ad affrontare insieme eventuali scenari emergenziali come quelli inscenati nel corso delle esercitazioni.
Una prontezza evidenziata anche dal Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, che ha voluto sottolineare l’entusiasmo con cui tutti gli attori coinvolti hanno saputo unire collaborazioni, passioni e specificità del lavoro di ciascuno e l’estrema importanza dei passi compiuti insieme alla Svizzera nel consolidare la collaborazione fra i due Stati, grazie anche al nuovo protocollo firmato tra Provincia di Varese e Canton Ticino a Pollegio.
Protocollo che, come rimarcato da Alberto Angelo Alfredo Bruno, funzionario della Protezione civile regionale che insieme al colonnello Riccardo Renganeschi, coordinatore del Comando Truppe Alpine dell’Esercito Italiano, ha moderato la mattinata, è «il frutto che resta di Odescalchi», mentre poi tutti gli altri strumenti e le varie modalità di collaborazione andranno via via affinate anche in virtù di quanto riscontrato durante le attività svolte.
«Siamo pronti a lavorare insieme», ha ribadito poi Pasquariello annunciando inoltre che è in fase di predisposizione, insieme alla Provincia, un piano aggiornato di Protezione civile e che successivamente tutti i Comuni verranno invitati ad aggiornare i propri: «La pianificazione è importantissima per la conoscenza del territorio: permette di avere una mappa di tutti i rischi, di capire se in caso di emergenza possono scattare certi automatismi in grado di dare risposte istituzionali efficaci».
Il lungo percorso che ha portato all’esercitazione dello scorso giugno prevedeva la messa in atto di una sceneggiatura costruita attraverso un lavoro corale, con la simulazione di un ipotetico scenario catastrofico basato sulle reali fragilità del territorio, fatto di incendi boschivi a cavallo del confine italo-svizzero, causati anche dalla prolungata siccità – ipotesi a dir poco “profetica” dato che era stata immaginata già tre anni fa –, e di un grave incidente ferroviario che contribuiva a sua volta a isolare quella parte dell’alto Verbano fra Luino, Maccagno e Tronzano.
Un lavoro dall’elevata complessità, tanto più che la sua messa in opera pratica è avvenuta in una località turistica già in piena attività, ma che tutti coloro che sono intervenuti nel corso della mattinata presentando le rispettive modalità di azione nei diversi frangenti, dalle strumentazioni ai mezzi utilizzati passando per le dinamiche operative, hanno riconosciuto esser stata «una bella esperienza anche dal punto di vista umano».
Al netto di alcune criticità o difficoltà sottolineate nel corso dei vari contributi che si sono susseguiti – come alcuni problemi nelle comunicazioni o la morfologia del territorio – ciò che è emerso, nel complesso di un bilancio finale estremamente positivo, è stato l’aver registrato una grande coesione e un grande affiatamento tra le varie realtà che hanno composto il gruppo di lavoro, un importante bagaglio da portarsi dietro nel futuro per poter fronteggiare al meglio eventuali situazioni catastrofiche come quelle simulate.
Un auspicio condiviso da molti è sicuramente quello di puntare sempre di più su sistemi di allertamento comuni, condivisione delle procedure e delle attività di prevenzione, anche con lo svolgimento di ulteriori esercitazioni periodiche congiunte e più circostanziate, tra le forze italiane e quelle svizzere, per implementare sempre di più la collaborazione transfrontaliera.
«Sono davvero orgoglioso che abbiamo deciso di fare qui a Maccagno questo debriefing finale, la cosa più giusta era chiudere questo cerchio dove si sono svolte tutte le operazioni – ha chiosato Passera – Le preoccupazioni, all’inizio, erano tante perché non era facile immaginare tutto questo in un paese piccolo come il nostro, ma alla fine è andato tutto benissimo e sono grato del fatto che i militari si siano comportati in maniera esemplare lasciandoci un bellissimo ricordo. Ringrazio tutti i corpi e le autorità che hanno contribuito alla buona riuscita di Odescalchi 2022 perché è stato bello imparare a conoscersi, lavorare insieme e capirsi, stringendo rapporti che proseguono nel tempo: e questo è sicuramente il ricordo più bello che porteremo con noi».
© Riproduzione riservata






