Lo scorso 20 settembre sono scattate le manette per la detenzione preventiva per un 26enne iraniano e per due 44enni iracheni, tutti residenti nel Luganese, in Canton Ticino.
Gli arresti sono scattati nell’ambito di un’articolata inchiesta, in corso da diverse settimane, finalizzata a contrastare il traffico illecito di migranti e svolta dalla Polizia cantonale con il supporto dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.
I contestuali approfondimenti hanno quindi portato anche all’emanazione di un mandato di cattura nei confronti di un 39enne iracheno residente in Italia, fermato il 29 settembre presso l’aeroporto di Kloten grazie alla fattiva collaborazione della Polizia cantonale zurighese. La perquisizione dell’uomo ha permesso il rinvenimento di svariate decine di migliaia di franchi ed euro in contanti.
I quattro sono sospettati di far parte con ruoli differenti di un sodalizio internazionale dedito da tempo al trasporto (attraverso la Svizzera e a scopo di lucro) di migranti provenienti dall’Italia e diretti in Germania o nel Nord Europa.
Le ipotesi di reato – promosse a vario titolo – sono quelle di usura e incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale. Le misure restrittive della libertà sono state confermate dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Chiara Buzzi.
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