Sarà la sala Reale di Palazzo Verbania, a Luino, a ospitare nel pomeriggio di oggi, sabato 24 settembre, la presentazione del volume Quei versi che restano sempre in noi: lettere 1955-1982 di Giovanni Giudici e Vittorio Sereni, curato da Laura Massari.
L’appuntamento è per le ore 18 all’ex Kursaal, dove interverranno la curatrice stessa, Edoardo Esposito (docente di Letterature Comparate) e Tiziana Zanetti (responsabile dell’Archivio Chiara-Sereni, che è situato proprio all’ultimo piano del Verbania). L’incontro sarà moderato dal professor Marco Pippione.
Come si legge nella sinossi della casa editrice del volume, Archinto, lo scambio epistolare tra Vittorio Sereni e Giovanni Giudici, pubblicato interamente per la prima volta, rivela non soltanto il dialogo vivace tra due dei più grandi poeti italiani del secondo ’900, ma soprattutto il loro appassionato interrogarsi intorno al compito della poesia in un rinnovato contesto storico e politico.
Scritte a partire dal dopoguerra fino alla morte di Sereni, avvenuta nel 1983, queste lettere raccolgono riflessioni critiche dai toni sinceri, talvolta accesi, che variano dal giudizio sulle ultime composizioni all’opportunità delle scelte editoriali, dalla responsabilità degli intellettuali al ruolo della produzione letteraria in Italia.
Poeti e uomini, entrambi, impegnati nella costante ricerca di un’identità del verso non estranea agli inevitabili cambiamenti della società e delle sue contraddizioni, eppure ancora, pur nella diversità delle cifre stilistiche, profondamente interessati al terreno autentico su cui la poesia trova la sua ragion d’essere: un’interiorità tanto individuale quanto universalmente comprensibile. Tratto singolare, svelato da queste pagine, è l’amicizia tra i due autori che oltre a inviarsi le rispettive raccolte poetiche, si scambiano semplici consigli per trovarsi insieme al mare durante le vacanze, testimonianza preziosa di un rapporto umano che ospita una pluralità di temi e confronti dall’indiscusso interesse culturale.
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